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VOCI DALLA QUARANTENA: “RICOSTRUIRE” LE FONDAMENTA CON LA PROTEZIONE CIVILE

Fano (PU) 9 maggio 2020
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a cura di Matthias Canapini

“Personalmente sono impegnata con le comunicazioni radio ma la Protezione Civile si muove a 360 gradi. Ripariamo PC, procuriamo pasti e medicinali, forniamo assistenza di vario genere. In tempo di pace ci occupiamo di molto altro: trasporto di persone svantaggiate, vigilanza sulla sicurezza degli studenti all’entrata e all’uscita delle scuole, assistenza in occasione di eventi pubblici e sportivi. Negli ultimi anni abbiamo visto ciò che produce un terremoto, l’allarme di una bomba ritrovata in mare e magari un’esondazione, ma è la prima volta che fronteggiamo un virus. Il dopo è sempre uguale: ricostruire. Che sia un sisma o un’epidemia, occorre avere pazienza e sostenere i cittadini” racconta Catia, operatrice della Protezione Civile, associazione con sede al Codma di Fano. Un nastro trasportatore vomita cavoli cappucci all’interno di una cisterna. Decine di jeep e camioncini, disinfettate accuratamente come ogni mattina, giacciono immobili qua e là. Seguo Luigino (pensionato) e Vilson (insegnante di sostegno), durante la compravendita e distribuzione di alimenti per persone non autosufficienti o in quarantena. Diretti al Fano Center, ex Auchan, Luigino racconta di aver trascorso tre mesi a Borgo di Arquata del Tronto, sconvolta dal terremoto del 24 agosto 2016. “Non ho più abbandonato quei luoghi. Con la stessa moto che mi ha portato in giro per l’Europa torno ogni tanto nei paesi colpiti per comprare pecorino, ciauscolo e chiacchierare un po’ coi locali”.

Nel parcheggio del supermercato un uomo con le guance rosse ci offre 10 Lire per prendere in prestito il carrello. Si impunta qualche secondo, poi desiste. I due volontari si dividono la lista consegnata da Anna, una signora di Bellocchi, e in venti minuti sbrogliano il compito. In tarda mattinata svolgono la stessa mansione pure Augusto e Edward, puntando il muso del fuoristrada verso San Cesareo. Nell’ultima casa a ridosso di una discesa fa capolino Mauro: barba di qualche giorno, pantofole e calzoni di flanella legati sopra l’ombelico. “Non so bene come cavarmela. La mia badante vive a Fossombrone ma sono tre giorni che non riesce a scendere per via dei controlli. Non sono abituato a cucinare e preferisco non uscire di casa”. Cartoceto, Metaurilia, San Lazzaro. Le consegne proseguono e nel retro del furgoncino sballottano diciannove computer da destinare agli alunni che beneficiano del progetto “sostegno didattico a distanza per emergenza covid 19”. Aiza, Marcelle, Lorenzo. Il margine dell’emergenza.

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