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22 marzo 2014
migrador museum
Un museo on-line dell’immigrazione: è un vetro simbolico fatto di curiosità e rispetto quello che custodisce le tante storie di uomini e donne che sono giunti, per scelta o per caso, in Italia e ne hanno fatto la loro nuova patria. Il portale che ha messo in piedi questo interessante progetto ed esperimento di comunicazione si chiama Migrador Museum ed ha l’obiettivo di portare in primo piano il vissuto degli immigrati : sono proprio loro, gli stranieri, a diventare i protagonisti assoluti e i narratori delle proprie storie, a svelarci perchè hanno scelto l’Italia e cosa li ha spinti a partire dalla propria terra di origine.

“L’Italia ha un patrimonio sconosciuto – si legge nel portale del museo dell’immigrazione – E’ composto da tesori sotto forma di storie, di esperienze, di linguaggi, di idee, di coraggio, di sacrificio, di colori, di sapori, di competenze di migliaia di persone senza volto e senza nome che hanno vinto una grande sfida: iniziare una nuova vita in un altro ambiente, in un’altra lingua e con codici culturali diversi. Alcune storie ed esperienze superano anche la nostra immaginazione. Altre hanno la capacità di saper raccontare la storia del paese mentre cambia. Noi crediamo per il meglio. E ci affidiamo alle memorie dei migrador per dimostrarlo, dando loro voce, chiamandoli per nome, guardando i loro volti e ascoltando ciò che hanno da raccontare”.

Così conosciamo Rudra, ragazzo indiano di Milano che, agli Stati Uniti, ha preferito l’Italia, dove riatterra nel 2011, “felice e sicuro di poter costruire ancora tante cose”… e poi Roland, lavoratore ungherese cha ha fondato, a Roma, una società di corrieri in bicicletta: non si chiede mai come starebbe in Ungheria se non fosse venuto in Italia; e ancora Maryan, figlia di un diplomatico somalo a Il Cairo, scappata negli anni ’70 con una sola valigia e ospitata in un paese, l’Italia, che allora riconosceva solo i rifugiati provenienti dai paesi dell’Est Europa.

Il progetto nasce online, ma Martino Pilitteri, l’ideatore, vuole riuscire a fondare un museo vero e proprio. “È da 18 anni che ho in mente di realizzare un museo dell’immigrazione in Italia, da quando ho visitato il museo di Ellis Island a New York . Per il momento i fondi non ci sono, ma l’invito è aperto a fondazioni, pubbliche o private, interessate a dare vita, in Italia, a quello che esiste già a New York, Berlino, e Parigi.

Per saperne di più, visita il museo MIGRADORMUSEUM.
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