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VIA ALLA SCUOLA: ECCO I PERCORSI DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

SCUOLAIMMIGRAZIONE
Al via questa settimana, anche sul nostro territorio, il nuovo anno scolastico che vede il ritorno sui banchi di centinaia di migliaia di studenti italiani accanto a ragazzi stranieri o figli di immigrati. Sono infatti 830mila gli alunni stranieri nelle scuole italiane stando ai dati forniti dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca. Una popolazione in crescita, la cui metà è nata in Italia e non ha mai visto il proprio paese d’origine. Ecco il punto sui percorsi di accoglienza e integrazione per gli alunni con cittadinanza non italiana.
 
Da pochissimo è stato istituito presso il Ministero dell’Istruzione l’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri, a cui partecipa anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel febbraio del 2014, il MIUR ha inoltre pubblicato nuove Linee guida per l’accoglienza e integrazione degli alunni stranieri, destinate a tutti gli istituti per favorire orientamenti comuni e condivisi (leggi l’articolo dedicato da Noi Mondo TV). Vediamo alcune importanti  indicazioni operative:
 
1. Distribuzione degli alunni stranieri nelle classi
In presenza di fenomeni di concentrazione di alunni stranieri in una scuola, il MIUR promuove un’ “equilibrata distribuzione delle iscrizioni”, anche attraverso un’intesa tra scuole, reti di scuole, enti locali.

2. Iscrizione
Quando una scuola o un’agenzia formativa riceve la domanda di iscrizione di un minore di cittadinanza non italiana non è tenuta a richiedere la documentazione inerente la regolarità del soggiorno né del minore né dei genitori. La mancanza della documentazione anagrafica, sanitaria o scolastica non preclude in ogni caso l’iscrizione del minore.
Le iscrizioni possono avvenire anche in corso d’anno, al momento dell’arrivo in Italia. La scuola provvede a individuare la classe e l’anno di corso da frequentare, sulla base degli studi effettuati nel paese d’origine, ma anche dell’età. In via generale, infatti, l’alunno sarà inserito nella classe corrispondente alla propria età, salvo altre decisioni del  collegio dei docenti.
 
3. Coinvolgimento delle famiglie
È data grande rilevanza, nel documento del MIUR, al coinvolgimento delle famiglie degli alunni non italiani, per comprenderne le condizioni ed esigenze, e accompagnarle nel processo di integrazione. Importanti sono anche le associazioni di genitori (vedi anche: MIUR, Partecipazione dei genitori e corresponsabilità educativa).
 
4. Valutazione
Posto che agli alunni stranieri si applicano le stesse norme per le valutazioni previste per gli alunni con cittadinanza italiana, tuttavia si richiede che nel caso dei primi si ponga una speciale attenzione al percorso di apprendimento dei singoli, considerando anche l’opportunità di possibili adattamenti dei programmi che tengano conto della storia di ognuno, della cultura, del livello di competenza nella lingua italiana.
 
5. Orientamento
I dati mostrano come gli alunni con cittadinanza non italiana, nel passaggio alla scuola secondaria di secondo grado, si orientino in larga maggioranza verso l’istruzione tecnica e soprattutto professionale. Per evitare fenomeni di “segregazione formativa” è importante che le famiglie siano adeguatamente informate di tutte le opportunità educative e formative.
Il MIUR ha predisposto a questo proposito anche il portale Io scelgo io studio, dedicato all’orientamento scolastico. Per gli studenti delle scuole medie, il sito offre informazioni aggiornate sulle scuole superiori (licei, istituti tecnici, istituti professionali, percorsi di istruzione e formazione professionale), utili per fare  una scelta consapevole. Per gli studenti delle scuole superiori, il sito offre informazioni utili per orientarsi e scegliere tra i diversi percorsi di formazione post-diploma (ad esempio, università, accademie d’arte e conservatori, istituti tecnici superiori). Si può anche chiedere informazioni a un esperto, effettuare le iscrizioni online e cercare la scuola più vicina a sé.
 
6. Contrastare i ritardi scolastici
ll 38,2% del totale degli alunni stranieri che frequenta la scuola italiana si trova in una situazione di ritardo scolastico. Al crescere dell’età aumenta il disagio scolastico. Se i bambini con cittadinanza non italiana in condizione di ritardo nella scuola primaria sono il 16,3%, la percentuale sale al 44,1% nella scuola secondaria di primo grado e arriva al 67,1% nella scuola secondaria di secondo grado (percentuale invece che non raggiunge il 24% per i coetanei italiani). Contrastare questo fenomeno appare essenziale, contenendo il ricorso alle iscrizioni in classi inferiori a quelle corrispondenti all’età per i nuovi arrivati, ma anche investendo sull’efficacia dell’insegnamento linguistico, essenziale per evitare svantaggi in tutte le discipline.
 
7. Insegnamento dell’italiano come seconda lingua
Un’ultima menzione necessaria va proprio ai percorsi di insegnamento dell’italiano L2, un compito didattico innovativo che si discosta sia dall’insegnamento della lingua madre sia da quello di una lingua straniera, e su cui l’esperienza è andata crescendo negli ultimi decenni. Nelle Linee guida sono contenute indicazioni specifiche per i diversi livelli didattici e le fasi di apprendimento, interessanti per tutti gli operatori del settore.
 
Per un’informazione sulle normative si può consultare anche la Guida dell’ASGI su Minori stranieri e diritto all’istruzione realizzata su fondi FEI e recentemente aggiornata con le ultime modifiche.
 
Buon anno scolastico 2014-2015!
FONTE: Portale Integrazione Migranti 
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