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USA: i “CIE” per bambini al confine tra Texas e Messico

AMERICA 10 luglio 2014

Viaggiano settimane per poi ritrovarsi da soli alla frontiera tra il Messico e il Texas, dove vengono prelevati dalla polizia e spediti in centri di detenzione. Questo è quanto accade agli oltre 50.000 bambini che dal primo ottobre ad oggi hanno attraversato, grazie ai trafficanti di persone, il confine tra Messico e Stati Uniti. Non arrivando dal Messico, con il quale c’è un accordo diverso, questi minori non possono essere rimpatriati immediatamente; è infatti prevista una procedura per riconsegnarli ai genitori o affidarli, nel frattempo, a famiglie affidatarie. Il punto però è un altro…cosa accade nel frattempo?

Mentre aspettano di essere processati per immigrazione clandestina, i minori sono costretti a dormire per terra, mangiano a turno e hanno a disposizione un’ora d’aria al giorno (clicca qui per guardare il reportage fotografico pubblicato sul sito La Repubblica).

L’amministrazione Obama è stata duramente criticata dalle associazioni per i diritti umani e dai repubblicani per non aver saputo far fronte all’emergenza. Obama, dal canto suo, chiede al Congresso oltre due miliardi di dollari per affrontare quella che definisce come grave “crisi umanitaria”. In un’intervista rilasciata la scorsa settimana all’ABC,  Obama si era rivolto direttamente ai genitori dei paesi centramericani per invitarli a non lasciare i propri figli nelle mani di chi organizza viaggi duri e pericolosi verso gli Stati Uniti. Ma questo certamente non basta a fermare la disperazione di genitori che tentano il tutto per tutto pur di allontanare i propri figli da situazioni di estrema violenza e che stanno sfruttando diverse scappatoie giuridiche nelle maglie delle norme di sicurezza sul confine americano, esistenti prima che Obama entrasse in carica.

Infatti i minori non accompagnati ricadono sotto una legge bipartisan secondo cui i bambini non possono essere rimandati indietro, ma devono essere tenuti in custodia dal dipartimento alla sanità e ai servizi umani fino a quando i giudici non li affidino a un «membro di una famiglia idoneo», rintracciando negli Stati Uniti genitori o parenti in grado di potersi prendere cura dei ragazzi.

FONTI:

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