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UNA TAVOLA ROTONDA SU IMMIGRAZIONE E AGRICOLTURA

9 ottobre 2014
immigrazioneagricoltura

Il prossimo 11 ottobre Emergency, Altromercato e la giornalista Adriana Vallisari siederanno uno accanto all’altra a Verona per confrontarsi, in occasione di una tavola rotonda, sul tema del lavoro agricolo e sulle possibili alternative per evitare lo sfruttamento degli immigrati nei campi, questione spinosa e di grande attualità  nel nostro paese. 

In questa occasione, la giornalista Adriana Vallisari presenterà il suo ultimo libro “Ama il tuo sogno”, edito da Fandango e basato su un dialogo tra la scrittrice e Yvan Sagnet, coordinatore regionale per l’immigrazione Flai Cgil Puglia. Il dialogo verte sulle difficili condizioni di vita e lavoro degli immigrati nei campi nel meridione di Italia.

Interverrà anche Luca Palagi di Ctm Altromercato, che segue il nuovo progetto di Solidale Italiano lanciato dal Consorzio di Commercio Equo e Solidale e che prevede la promozione e valorizzazione di prodotti italiani che abbiano il marchio della giustizia, dell’equità, della legalità. Infine, Michele Stroppa parlerà per Emergency di un programma per l’Italia, rivolto proprio a coloro che hanno difficoltà ad accedere alle cure. 

“Il padrone ha la camicia bianca, i pantaloni neri e le scarpe impolverate. È pugliese, ma parla pochissimo italiano. Per farsi capire chiede aiuto al suo guardaspalle, un maghrebino che gli garantisce l’ordine e la sicurezza nei campi. “Senti un po’ cosa vuole questo: se cerca lavoro, digli che oggi siamo a posto”, lo avverte in dialetto e se ne va su un fuoristrada. Il maghrebino parla un ottimo italiano. Non ha gradi sulla maglietta sudata. Ma si sente subito che lui qui è il caporale: “Sei rumeno?”. Un mezzo sorriso lo convince. “Ti posso prendere, ma domani”, promette, “ce l’hai un’amica?”. “Un’amica?”. “Mi devi portare una tua amica. Per il padrone. Se gliela porti, lui ti fa lavorare subito. Basta una ragazza qualunque”. Il caporale indica una ventenne e il suo compagno, indaffarati alla cremagliera di un grosso trattore per la raccolta meccanizzata dei pomodori: “Quei due sono rumeni come te. Lei col padrone c’è stata”. “Ma io sono solo”. “Allora niente lavoro”.

Non c’è limite alla vergogna nel triangolo degli schiavi. Il caporale vuole una ragazza da far violentare dal padrone. Questo è il prezzo della manodopera nel cuore della Puglia. Un triangolo senza legge che copre quasi tutta la provincia di Foggia. Da Cerignola a Candela e su, più a Nord, fin oltre San Severo. Nella regione progressista di Nichi Vendola. A mezz’ora dalle spiagge del Gargano. Nella terra di Giuseppe Di Vittorio, eroe delle lotte sindacali e storico segretario della Cgil. Lungo la via che porta i pellegrini al megasantuario di San Giovanni Rotondo. Una settimana da infiltrato tra gli schiavi è un viaggio al di là di ogni disumana previsione. Ma non ci sono alternative per guardare da vicino l’orrore che gli immigrati devono sopportare.”

Il brano, che abbiamo scelto di citare per la straordinaria testimonianza vissuta in prima persone dall’autore, è stato tratto da “Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini” di Fabrizio Gatti, scrittore e giornalista de “L’Espresso”. Nel libro l’autore racconta i sette giorni che ha vissuto in prima persona tra i braccianti stranieri nella provincia di Foggia.

FONTI: 


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