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UN POPOLO DI SANTI, POETI E… ALLENATORI

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Non avevamo ancora smesso di gioire per la prematura eliminazione della Spagna dalla coppa del mondo 2014 – perché, si sa, quando finisce il ciclo vincente di una delle squadre più forti di tutti i tempi l’euforia e la felicità la fanno da padrone – che arriva la prima debacle azzurra.

Italia – Costa Rica, ore 18. La nazione si ferma per ammirare, con una certa serenità, la partita che alla vigilia si presentava come la più semplice del girone: dopo l’impeccabile vittoria sugli inglesi a molti sembra una passeggiata, poco più di allenamento, nonostante la performance praticamente perfetta dei centroamericani che nella prima giornata annichilirono l’Uruguay con un perentorio 3 a 1.

Ma le cose non vanno come devono andare: Prandelli cambia due giocatori (Abate per Paletta con Chiellini che torna a fare il centrale e Thiago Motta per Verratti a centrocampo, oltre al ritorno di Buffon fra i pali) e la squadra non gira; i movimenti sono lenti, la lucidità non è la stessa del primo match, i costaricani corrono più e meglio e impongono il loro gioco.

E vanno in vantaggio.

L’Italia non riuscirà più a prendere il comando, e la partita terminerà così. 1 a 0.

E a questo punto su twitter e su facebook si scatenano tutti gli allenatori italiani che, a differenza di Prandelli, avrebbero avuto la carta per portare a casa il match: se aveste aperto uno dei vostri social network ve ne saresti resi tranquillamente conto.

Ora, possiamo dare la colpa all’allenatore (alcune scelte e alcuni cambi sono stati decisamente discutibili, certo), possiamo dare la colpa al clima e al tifo di casa che potevano favorire i costaricani.

Ma il dato di fatto è un altro e la questione è semplice: nel calcio si vince e si perde, ed è proprio questo l’aspetto più emozionante.

Martedì sera la partita con l’Uruguay è decisiva: ai nostri basterà anche un pareggio, ma sarà una questione da “dentro o fuori”: e se l’esito sarà il più nefasto immaginabile allora vuol dire che, per tutto il resto dei mondiali, continueremo a fare gli allenatori solamente delle altre nazionali.

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