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UE e politiche migratorie: cosa è stato stabilito

UNIONE EUROPEA E IMMIGRAZIONE 30 giugno 2014
immigrazione

Raggiunta intesa a Bruxelles sulle politiche migratorie in seguito al summit europeo. Il premier Matteo Renzi, alla fine di una due giorni di vertice Ue definito “tosto e complicato”, parla di “passo avanti davvero rilevante”. Tra le priorità dell’agenda del Consiglio per i prossimi cinque anni, si è parlato infatti della necessità di una “gestione moderna e rafforzata delle frontiere esterne dell’Unione”, individuando in Frontex lo ”strumento della solidarietà europea” che dovrà rafforzare l’assistenza operativa soprattutto “per sostenere quei Paesi che affrontano una forte pressione”, come l’Italia, che in soli sei mesi ha registrato 50mila arrivi.

Un progetto che potrebbe concretamente sostenere l’Italia nel suo costante impegno nelle operazioni di soccorso e di accoglienza dei migranti, ma che è ancora da studiare e sviluppare nel dettaglio: un lavoro che potrà essere fatto “nelle prossime settimane”, durante il semestre europeo a guida tricolore e che necessita di risorse notevoli. Certo è che se si vorranno prendere posizioni rilevanti per quste problematiche, i 28 Paesi dovranno rivedere il budget che per il 2014 ammonta ad un totale di 89,197 milioni di euro, di cui solo 21,440 per le operazioni marittime, in tutta l’Unione.

Un passo indietro però c’è stato, almeno per quanto riguarda le proposte italiane: dai documenti finali è infatti scomparso il ”mutuo riconoscimento” delle decisioni sull’asilo, punto su cui l’Italia aveva insistito, e grazie a cui nel medio-lungo periodo si sarebbe potuti arrivare al superamento delle rigidità imposte dal Dublino 3: stando infatti all’attuale regolamento, il Paese di arrivo e’ quello che prende in carico le richieste, e una volta ottenuta la protezione, il rifugiato non può lasciare lo Stato in cui è stato accolto.

FONTE: ansa.it

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