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SERBIA: IL PRIMO GAY PRIDE DELLA STORIA DEL PAESE

SERBIA 5 ottobre 2014

La Serbia è un paese nel quale la popolazione omosessuale è ancora discriminata, nonostante alcune normative stiano regolamentando la situazione. Ma la teoria è sempre diversa dalla pratica, e a testimoniarlo è il paradosso del sistema sanitario: l’assicurazione copre le spese mediche per le operazioni di cambio di sesso,  ma la società non lo accetta. 

È dal 2001 che si tenta di organizzare un Gay Pride, ma sempre senza successo perchè ogni tentativo è stato fermato con la forza e persino sabotato.

Il 28 Settembre 2014 è stata quindi una data storica per la Serbia e per tutta la comunità LGBT serba; è stato il giorno del primo Gay Pride! Dire “giorno storico” ha significato per i partecipanti poter marciare lungo la strada secondo la rotta pianificata fino a Belgrado, sventolare cartelli con scritte di pace, bandiere dell’arcobaleno, palloni colorati, ballare e protestare pacificamente senza essere preoccupati per le loro vite.

Purtroppo non è tutto oro quello che luccica: il fatto che in strada ci fossero più poliziotti che partecipanti ha reso la situazione alquanto differente e incerta. Cinque uomini della sicurezza per ogni manifestante non è qualcosa di cui andare fieri e dimostra che la comunità LGBT non è affatto sicura in Serbia.
Inoltre, la Chiesa Ortodossa è contro i diritti di gay e lesbiche e ha decisamente espresso il suo disaccordo facendo suonare le campane della chiesa durante tutta la manifestazione, rendendo la scena a tratti anche comica.

Anche se la maggior parte delle persone ha un atteggiamento negativo rispetto alla società omosessuale, ce ne sono molte altre che invece la sostengono. Una nonna di 73 anni che ha preso parte al raduno è stata l’eroina del Gay Pride; quando le è stato chiesto che cosa pensa sui diritti degli omosessuali lei ha riposto “Beh io sono sempre dalla parte delle minoranze, all’ultimo censimento ho detto di essere una Rom ma invece non lo sono”.

In confronto alle altre manifestazioni che finivano con urla di morte verso gli omosessuali e con la fuga dei partecipanti, si può affermare che questa volta è stato un grande successo e una delle occasioni che ha ricevuto più consenso in quanto a numero di aderenti.
In conclusione, siamo di fronte ad un grande passo verso la costruzione di nuovi valori civili e l’integrazione in Europa. Se la Serbia continua su questa strada, si può ben sperare che un giorno le persone omosessuali vengano considerate allo stesso modo di ogni altro membro della società serba.

Articolo scritto da Milana Milovac  - Traduzione dall’inglese a cura della Redazione di Noi Mondo TV.

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