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RIFORMA SECONDE GENERAZIONI? PER ORA SOLO UNA PROMESSA MANCATA

alunnistranieri

Nonostante il premier Renzi lo abbia più volte annunciato durante il corso dell’anno, quella della riforma della cittadinanza per le cosiddette seconde generazioni resta al momento una promessa mancata: infatti il testo non solo non sarà discusso entro la fine dell’anno, come era stato più volte sottolineato, ma neanche all’inizio del 2015.

Il Premier  lo aveva ribadito anche ad inizio ottobre, durante la diretta di “Che tempo che fa”, quando preannunciava l’imminente inizio della stagione dei diritti, durante la quale si sarebbe dovuto discutere della civil partenership per le coppie omosessuali e dello “ius soli temperato” come criterio per garantire la cittadinanza ai figli di genitori stranieri nati o cresciuti in Italia fin da piccolissimi. 

Ma come è noto “Verba volant” – le parole volano – soprattutto in Italia, e sembra si debba aspettare fino alla prossima primavera per attivare l’iter di una riforma attesa da oltre vent’anni. Ma nonostante le istituzioni siano ferme in questa direzione, la società civile continua a mobilitarsi per riportare l’attenzione sulla condizione di quasi un milione di ragazzi considerati ancora stranieri in patria.

In prima linea, in particolare, la rete G2 che a metà dicembre ha presentato un dossier sulla cittadinanza dal titolo “Italiani 2.0 – G2 chiama Italia: cittadinanza, rispondi”: in questo documento sono state raccolte le storie di tanti ragazzi che hanno dovuto attendere anni prima di essere riconosciuti italiani, nonostante fossero nati qui.

Questa è la prova di quanto sia desueta la legge in vigore oggi, la legge 91 del 1992, nata in un periodo dove il tessuto sociale era completamente diverso. Ed è anche la prova tangibile di quanto sia urgente e necessaria una riforma in questa direzione: se all’epoca i figli degli immigrati erano circa seimila,  oggi i bambini nati da genitori stranieri sono il 15 per cento del totale delle nuove nascite, pari cioè a quasi 80 mila bambini. 

FONTE: www.redattoresociale. it

 

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