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Rapporto Immigrazione 2013

31 gennaio 2014

Manuela De Marco, avvocato della Caritas Italia, introduce nel video i contenuti del XXIII Rapporto Immigrazione 2013, curato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato giovedì 30 gennaio 2014 a Roma. “Tra crisi e diritti umani” è il titolo scelto per il rapporto, a voler sottolineare il preciso intento di analizzare i rapporti tra crisi economica e i diritti umani, troppe volte lesi, degli immigrati. L’auspicio è quello di riattivare un circuito virtuoso all’interno del quale oltre all’aspetto economico, venga privilegiato anche l’aspetto umano e dei diritti dell’uomo.

Tra i punti più interessanti del rapporto, emerge il giudizio espresso in merito alle procedure per l’acquisto della cittadinanza italiana. Di seguito alcuni passaggi:
Le procedure per l’acquisto della cittadinanza italiana rimangono ancorate ad un sistema anacronistico, legato al principio dello ius sanguinis (acquisto della cittadinanza per discendenza) ormai superato dalla maggior parte dei paesi di immigrazione”.

 “È opportuno ampliare i casi di acquisizione della cittadinanza iure soli (diritto di suolo), prevedendo innanzitutto una diminuzione degli anni di residenza legale e continuativa richiesti ad un minore nato in Italia che voglia acquisire la cittadinanza (oggi fissata a 18 anni)”.

Stesse considerazioni – si legge ancora nel Rapporto – valgono per l’acquisizione della cittadinanza per naturalizzazione a seguito di lunga residenza che attualmente è fissata in 10 anni, un periodo eccessivamente lungo che in molti casi scoraggia lo straniero dall’intraprendere questa strada precludendogli la possibilità di godere di quei diritti spesso necessari per un corretto e definitivo inserimento”.

“L’ampliamento dei casi e dei modi di acquisto della cittadinanza iure soli – sottolineano Caritas e Migrantes – risulterebbe funzionale anche al superamento del ricorso strumentale al matrimonio con cittadini italiani per poter acquisire la cittadinanza, soprattutto da parte delle donne straniere”.

Per saperne di più, leggi il documento di presentazione del Rapporto a cura di Oliviero FORTI, responsabile dell’Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana

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