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QUANDO IL RAZZISMO VIENE LEGITTIMATO DALLE ISTITUZIONI…

14 febbraio 2015
calderoli

“Quando vedo la Kyenge non posso non pensare a un orango”: così affermava Calderoli il 13 luglio del 2013, in una giornata evidentemente troppo calda, in veste di vicepresidente del Senato. Tanto che, per questa sua infelicissima esternazione, intervenne anche l’Alto Commissariato dell’Onu per i Diritti Umani definendo l’affermazione “assolutamente scioccante”.

Per rimediare fu chiesto per il senatore giudizio immediato, con l’accusa di diffamazione aggravata dalla discriminazione.Ma per la Giunta per le elezioni e le immunità del Senato, le parole del leghista non possono essere considerate un’offesa razzista, bensì termini “insindacabili”, che sono stati “pronunciati nell’esercizio delle funzioni politiche”, e di conseguenza non perseguibili penalmente. Secondo il primo comma dell’articolo 68 della Costituzione infatti “i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. Come se l’offensiva insinuazione di Calderoli fosse un’opinione politica. 

Leggi qui il testo della decisione della giunta.

FONTE: cronachediordinariorazzismo.org

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