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QUANDO GLI OGGETTI NARRANO STORIE…

24 gennaio 2015
teiera

Il mare inghiotte e poi restituisce. Così nelle acque di Lampedusa gorgogliano tra i flutti bicchieri da tè, radio, torce, brandelli di stoffa, oggetti della vita quotidiana, compagni inanimati dei viaggi dei migranti. A ritrarli il fotografo Massimiliano Gatti che, con la mostra “Lampedusa o dell’esteso deserto”, parla di morte e di risurrezione. 

Gatti, fotografo che dal 2008 lavora in missioni archeologiche in Medioriente, narra, attraverso gli oggetti, le storie di chi ha lasciato il proprio Paese per cercare di costruirsi una vita in Italia o in Europa.

Partire dagli oggetti per restituire dignità e profondità alle persone e alle storie di ognuno: questa l’idea alla base della mostra, spezzettare il collettivo dei migranti, troppo spesso rappresentati come un insieme di volti e percepiti come una massa indistinta, per arrivare a scindere le loro storie e farceli sentire più vicini. 

Il progetto fotografico è in mostra presso la Raccolta Lercaro a Bologna, in occasione di Arte Fiera 2015 a partire dal 21 gennaio. 

FONTE: exibart.com

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