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Per i diritti delle donne africane

9 maggio 2014

E’ giovanissima Nice Nailantei Leng’ete, donna di origine Maasai, che a soli 23 anni è divenuta una delle figure di riferimento per la battaglia e l’emancipazione delle donne africane: da vittima scampata all’infibulazione a paladina dei diritti delle donne africane, Nice si batte in particolare contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili, ma anche a favore di una educazione per la salvaguardia dei diritti delle donne e per una maternità sicura e protetta.

Nice sarà in Italia dal 5 all’11 maggio a Roma, per mostrare, al fianco dell’associazione Amref, di cui è diventata collaboratrice, come in una società governata dagli uomini, dove le donne muoiono con troppa facilità in gravidanza e per parto, si possano cambiare le cose. E’ la sua stessa storia a testimoniarlo:  cresciuta in un villaggio rurale su un pendio del monte Kilimanjaro, in Kenya, dopo la morte di entrambi i genitori, nel 1998, Nice viene mandata a vivere con la zia. A nove anni, però riesce a salvarsi dall’infibulazione fuggendo da casa e dopo qualche anno inizia a sensibilizzare gli anziani della tribù e più tardi i Moran, giovani guerrieri maschi, sui pericolosi effetti delle mutilazioni genitali.

Nel 200 Nice viene scelta per diventare educatrice di comunità, attraverso il progetto di Amref su “Salute riproduttiva delle giovani donne nomadi”: ad oggi ha salvato più di 150 ragazze dalle mutilazioni genitali.
Oggi Nice è assistente dei progetti di Amref in Kenya. E proprio l’associazione ha organizzato la sua visita in Italia per parlare ancora una volta dei problemi sanitari di molte donne africane. “Ogni anno, nel mondo, circa 300mila mamme muoiono per la mancanza di cure adeguate durante la gravidanza – sottolinea Amref – di queste oltre la metà, 162mila, si trovano nell’Africa aub-sahariana. Più dell’80 per cento di queste morti sono l’esito di complicazioni che potrebbero essere facilmente prevenute e curate in centri sanitari dotati di servizi ostetrici di emergenza”.

Contro le pratiche di mutilazione genitale femminile in Italia (MGF) è già attivo il Numero Verde Gratuito 800 300 558. Il servizio, disponibile dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alla 20.00, è gestito dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno; le telefonate sono ricevute da personale specializzato del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato che, oltre all’assistenza, ha il compito di comunicare le eventuali notizie di reato alle Squadre Mobili territorialmente competenti.

Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha pubblicato nel suo portale un opuscolo informativo sull’infibulazione ed ha avviato una campagna di informazione e dissuasione su tali pratiche.

FONTI:

Associazione Amref

NOI MONDO TV: Sezione SOS – Salute e donna – Diritti fondamentali

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