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Per affittare casa…

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La casa rientra tra i diritti inviolabili dell’uomo e costituisce un bene primario da tutelare adeguatamente. Lo Stato deve garantire al maggior numero di cittadini possibile il diritto all’abitazione, aiutando le persone più deboli e bisognose.

Articolo 47 della Costituzione italiana

Ecco di cosa si ha bisogno per poter affittare casa.

DAL PUNTO DI VISTA DEL LOCATORE (IL PROPRIETARIO DELLA CASA):

 Iniziamo a fare la prima distinzione tra stranieri:

1) Comunitari: fanno parte della Comunità Economica Europea – Austria (1995)

Belgio (1952), Bulgaria (2007), Cipro (2004), Repubblica ceca (2004), Danimarca (1973), Estonia (2004), Finlandia (1995), Francia (1952), Germania (1952), Grecia (1981), Ungheria (2004), Irlanda (1973), Italia (1952), Lettonia (2004), Lituania (2004), Lussemburgo (1952), Malta (2004), Paesi Bassi (1952), Polonia (2004), Portogallo (1986), Romania (2007), Slovacchia (2004), Slovenia (2004), Spagna (1986), Svezia (1995), Regno Unito (1973).

Sono equiparati ai cittadini dell’Unione Europea i cittadini della Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Repubblica di San Marino.

I cittadini provenienti da questi paesi sono liberi di entrare e circolare nel territorio italiano con il solo passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio.

Se si desidera affittare la propria casa a un cittadino della Comunità Europea c’è solo bisogno di richiedere un documento d’identità in corso di validità e procedere alla stipula e alla registrazione del contratto di locazione, oppure alla cessione di fabbricato.

Contratti possibili: tutti quelli previsti dalla legge 431/98 e quindi liberi 4+4, transitori da 1 a 18 mesi, transitori per studenti, concordati a canone agevolato 3+2 e contratti previsti dalla 392/78 cioè commerciali 6+6 o 9+9.

Entro quando registrare il contratto: entro 30 giorni dalla data antecedente tra quella di stipula e quella di decorrenza.

Dove registrare il contratto: all’Agenzia delle Entrate più vicina a voi.

Entro quando fare la cessione di fabbricato: entro 48 ore da quando l’inquilino prende possesso dell’immobile.

Dove fare la cessione di fabbricato: presso la questura o il commissariato di pubblica sicurezza della città dove è sito l’immobile (la mancata o ritardata comunicazione di cessione di fabbricato comporta una sanzione amministrativa).

Il locatore che sceglie in sede di registrazione del contratto il regime fiscale “cedolare secca” può non fare separatamente la comunicazione di cessione fabbricato (art. 3 comma 3 D.Lgs. 23/2011).

2) Extracomunitari: sono tutti coloro che non hanno la cittadinanza in uno dei paesi sopra elencati (vedi punto 1).

Se si affitta a persone extracomunitarie è necessario, richiedere oltre ad un documento d’identità in corso di validità, anche un documento che attesti che possono soggiornare liberamente in Italia (il permesso di soggiorno) e accertarsi che non sia scaduto.

La legge, altrimenti, prevede una pena per il locatore: la  reclusione da sei mesi a tre anni e in alcuni casi la confisca dell’immobile (D.Lgs 25/07/’98 n. 286 art. 12 comma 5bis).

Per il resto vale quanto detto per i cittadini comunitari al punto 1).

DAL PUNTO DI VISTA DEL CONDUTTORE (L’INQUILINO, LA PERSONA CHE PRENDE IN AFFITTO LA CASA):

 Avere le carte in regola per poter affittare una casa significa:

  • Se si è stranieri, avere il passaporto in regola e il permesso di soggiorno valido sul quale ci sia scritta la scadenza;
  • Per stranieri e cittadini italiani è necessario possedere e presentare il codice fiscale;
  • Avere un documento di riconoscimento non scaduto.

SPESE

Il locatore e il conduttore devono sostenere al 50% le spese per le marche da bollo (di euro 14,62 per ogni 4 facciate scritte, e comunque ogni 100 righe, da applicare su originali e copie) e l’imposta di registro. L’imposta di registro si ottiene calcolando il 2% sul canone annuo (es. Se il canone d’affitto annuo è di 8.400 euro – 700 euro al mese per 12 mesi- l’imposta di registro sarà di 168 euro, cioè 8.400×2%).

DOCUMENTI DA CONSEGNARE (da parte del locatore)

  • Almeno due copie del contratto, firmate in originale e bollate (con data non posteriore a quella di stipulazione);
  • Modello f 23 pagato;
  • Modello 69 (riporta i dati del locatore, del conduttore e i dati catastali dell’immobile affittato).
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