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PARIGI, CHARLIE HEBDO: ATTENTATO ALLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

9 gennaio 2015

“Esercitare il diritto alla satira e alla libertà di stampa non è una provocazione” disse nel 2006  l’allora caporedattore Philippe Val, del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, sede della strage terroristica di matrice islamica che ha visto morire 12 persone lo scorso 7 gennaio.
Tre uomini armati di kalashnikov, alle grida di “Allah è grande” hanno ucciso a sangue freddo chi per loro e per la loro visione religiosa era un nemico del profeta Maometto. Tra di loro il direttore Stephan Charbonnier, detto Charb, che abbiamo volto ricordare nel video qui a lato in un’intervista di due anni fa, Jean Cabut, noto come Cabu (disegnatore), Georges Wolinski (disegnatore), Bernard Verlhac, noto come Tignous (disegnatore), Philippe Honoré (disegnatore), Bernard Maris (economista), Mustapha Ourrad (correttore di bozze), Elsa Cayat (psicanalista), Michel Renaud (ex capo di gabinetto del sindaco di Clermont e fondatore del Carnet de voyage), Ahmed Meradet (agente di polizia), Franck Brinsolaro (agente di sicurezza), Frédéric Boisseau (custode).

Una visione dell’Islam, questa, dalla quale i musulmani del mondo prendono le distanze perché non li rappresenta e soprattutto non rappresenta le parole del Corano, che, come i libri sacri delle tre religioni monoteiste, predica tra le altre cose, l’amore per il prossimo, il rispetto dell’altro e la pace.

Riportiamo qui la lettera scritta dal presidente dell’Alleanza Centri Culturali Islamici PU, Hicham Rachdi, che riporta le parole di tanti fedeli musulmani, i quali spesso per ignoranza di chi non conosce le fondamenta dell’Islam, vengono accostati a terroristi assassini come quelli che hanno compiuto l’attentato in Francia:

Demoni criminali perfettamente addestrati e spietati hanno perpetrato ieri una spaventosa strage contro la redazione del noto giornale satirico “Charlie Hebdo” a Parigi.
Dodici persone hanno perso la vita, giornalisti e vignettisti oltre a due agenti di polizia.
Non abbiamo nessun bisogno di dissociarci: niente come questa prassi assassina è estraneo alla nostra religione, alla nostra etica e pratica civile e tuttavia vogliamo esprimere come Alleanza dei centri culturali islamici Pesaro –Urbino, oltre alla costernazione, cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime, alle forze dell’ordine della capitale e a tutto il Popolo francese, anche la nostra rabbia nei confronti di chiunque abbia pianificato e messo in atto questo sanguinoso atto criminale. E’ necessario restare uniti contro la violenza e lavorare sempre di più uniti, non solo per garantire e difendere la libertà di stampa e di opinione, ma più in generale per proteggere la democrazia, minacciata da forze oscurantiste di inusitata mostruosità”. 

Fonti:
- Euronews
- Comunicato Alleanza centri culturali islamici Pesaro-Urbino

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