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Oggi loro, ieri noi: la storia dell’UNHCR e dei rifugiati

20 giugno 2014

Oggi i rifugiati li guardiamo con diffidenza, certo un po’ impietositi ma indifferenti, rassicurati dalla certezza di un tetto sotto cui dormire e con il senso di estraneità di chi quella condizione non l’ha mai dovuta vivere e mai la vivrà. Eppure…non sono trascorsi secoli, tuttaltro. Era solo ieri che, martoriati dalla seconda guerra mondiale, eravamo noi a scappare, in cerca di un posto dove stare, case e certezze bruciate alle nostre spalle. Solo tre generazioni, forse troppo poche per concedersi il lusso di dimenticare…proprio allora nacque l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati: obiettivo quello di assistere i cittadini europei fuggiti dalle proprie case, i nostri nonni insomma…

Sulla base di previsioni ottimistiche, il 14 dicembre 1950 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituisce l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) con un mandato di tre anni necessari per portare a termine il proprio compito e destinato poi a sciogliersi. Il 28 luglio dell’anno successivo viene adottata la Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati, base giuridica dell’assistenza ai rifugiati e statuto guida dell’attività dell’UNHCR.

È nel 1956 che l’UNHCR affronta la sua prima emergenza importante, l’esodo che fa seguito alla repressione della rivoluzione ungherese da parte delle forze armate sovietiche. Da questo momento le aspettative sul fatto che l’organizzazione possa non essere più necessaria vengono meno. Negli anni ’60, il processo di decolonizzazione in Africa produce la prima delle numerose crisi di rifugiati del continente per la quale è richiesto l’intervento dell’agenzia. Nel corso dei due decenni successivi l’UNHCR è impegnato nelle crisi che coinvolgono spostamenti forzati di popolazione in Asia e America Latina. Alla fine del secolo si verificano nuovi esodi di rifugiati in Africa e, come a chiudere il cerchio, anche in Europa, con nuove ondate di persone in fuga dalla lunga serie di conflitti balcanici.

L’inizio del ventunesimo secolo vede l’UNHCR prestare la sua opera di assistenza nelle principali crisi di rifugiati in Africa – ad esempio in Repubblica Democratica del Congo e Somalia – e in Asia, in particolare nella trentennale questione dei rifugiati che coinvolge l’Afghanistan. Allo stesso tempo all’agenzia viene richiesto di mettere a disposizione la propria competenza anche per assistere le numerose persone sfollate all’interno del proprio paese a causa di conflitti. Seppure in maniera meno evidente, l’UNHCR estende ulteriormente il proprio ruolo all’assistenza degli apolidi, milioni di persone che non godono di ampia visibilità e che rischiano di vedere negati i propri diritti fondamentali per il fatto di non possedere la cittadinanza di alcuno stato. In certe parti del mondo, come in Africa e America Latina, l’originario mandato del 1951 viene rafforzato da accordi su strumenti giuridici a livello regionale.

Nel 1954, la neonata organizzazione viene insignita del premio Nobel per la pace per il suo innovativo lavoro nell’assistenza ai rifugiati d’Europa. All’epoca, il mandato dell’agenzia è appena stato esteso fino alla fine del decennio. Trascorre più di un quarto di secolo quando nel 1981 l’UNHCR riceve nuovamente il prestigioso riconoscimento per quella che nel frattempo è diventata assistenza ai rifugiati di tutto il mondo, con una menzione agli ostacoli politici che l’organizzazione deve affrontare. Dagli appena 34 membri del personale di cui si avvale al momento della sua fondazione si passa ai 7.190 sui quali l’UNHCR può contare oggi, tra locali e internazionali, 702 dei quali di base nel quartier generale di Ginevra.

Dotata di un mandato iniziale di tre anni, l’organizzazione ha celebrato il suo sessantesimo anniversario il 14 dicembre 2010, con l’amara consapevolezza che le necessità di assistenza umanitaria sono tuttora lontane dall’essere debellate.

FONTE: sito UNHCR

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