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NO ALLO SFRUTTAMENTO, NASCE IL MARCHIO “QUALITA’ DEL LAVORO”

26 luglio 2014
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“Non c’è biologico senza giustizia sociale e rispetto delle regole”, ha dichiarato durante l’incontro al Senato Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab – Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica. Ed è per questo motivo che nasce il marchio di qualità nell’ambito del progetto “Qualità del lavoro”, che attesta che i pomodori, le arance e tutti gli altri prodotti provenienti dal settore agroalimentare italiano non siano il risultato di sfruttamento dei lavoratori, in particolar modo degli immigrati.

Noi Mondo Tv si era già occupata della drammatica situazione in cui versano molti extracomunitari, spesso costretti a lavorare per due spiccioli (si parla di 2 euro l’ora) in condizioni di vera e propria schiavitù.

La notizia del lancio del progetto “Qualità del lavoro”, dunque, è di strettissima attualità: da oggi i consumatori potranno essere informati e avranno la possibilità di poter scegliere, in base ad un sistema di certificazioni. “L’elemento sul quale si fonda l’agroalimentare è la qualità, intesa non solo come qualità intrinseca del prodotto ma come qualità della filiera del territorio” sostiene Andrea Olivero, Vice Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. “La tutela della dignità e del lavoro è parte integrante di quella qualità che ricerchiamo come consumatori e come cittadini e si costituisce valore aggiunto per la competitività del sistema Paese”.

Gli organizzatori tengono a precisare che il progetto non sarà soltanto l’ennesimo bollino da aggiungere alle etichette dei prodotti, ma un’opportunità concreta per sostenere la commercializzazione di prodotti provenienti da imprese oneste che rispettano i diritti dei lavoratori, l’ambiente e i diritti dei consumatori.

La prima fase di sperimentazione è già stata avviata, e i primi risultati sono confortanti. Ora occorre andare oltre la sperimentazione, cercando di aumentare quanto più possibile le imprese coinvolte e mettendo a punto un protocollo di certificazione.

Fonte: www.aiab.it

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