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Nei CIE anche le seconde generazioni

15 aprile 2014
cie seconde generazioni
Anche gli stranieri di seconda generazione, quelli che sono nati o cresciuti in Italia, vengono rinchiusi nei Cie, i centri di espulsione ed identificazione per migranti: Ronny, 21 anni, è cresciuto in Italia fin da quando aveva 3 anni, parla con uno spiccato accento toscano ed ha tutta la famiglia che vive attualmente nel nostro paese. La polizia vuole espellerlo e mandarlo in Albania in seguito a dei piccoli reati compiuti quando era minore e a causa dell’attuale legge sulla cittadinanza: per tutto questo Ronny è rinchiuso nel CIE di Bari…ma non solo, Ronny si trova ora nel Cie di Bari anche perché deve essere “identificato”, come se fosse un immigrato irregolare di cui non si conosce l’identità.
Guarda l’intervista a Ronny realizzata da redattoresociale.it.

“Mi chiamano tutti Ronny e sono in questo paese dal 1996 – dice il ragazzo in un’intervista rilasciata a redattoresociale.it – avevo tre anni e arrivai dall’Albania con i miei genitori e mia sorella. Andavamo a Giulianova in Abruzzo dove vivevano da tempo dei nostri parenti, qui ho studiato, dall’asilo fino alla licenza media”. Ronny è finito nel Cie perché ha perso il diritto al permesso di soggiorno a causa di reati commessi da minore. Non dice di quali precedenti penali si tratta. “Sono pulito da cinque anni, ho scontato tutto e da un anno e mezzo sono fuori dal carcere, senza altri problemi”, racconta. “Senza contratto non mi danno il permesso di soggiorno, ma senza permesso non posso avere un lavoro” è la sintesi perfetta della legge Bossi Fini che fa. “La mia famiglia è qui – continua – i miei cugini sono sposati con italiani, ho uno zio che ha il bar a Lucca e uno che fa il tecnico informatico a Milano. Sono cresciuto qua, se mi mandano in Albania mi mandano in un paese straniero, sono sette anni che non ci metto piede. Mio fratello è cittadino italiano”.

Clicca qui per leggere integralmente l’articolo dedicato da RS.

FONTE : redattoresociale.it

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