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NAUFRAGI NEL MEDITERRANEO: L’OIM PARLA DI 700 VITTIME

16 settembre 2014
naufragi

Sono pesantissime le affermazioni pubblicate sul sito dell’ OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) ieri in merito al naufragio avvenuto la scorsa settimana a 300 miglia al largo di Malta: l’OIM parla di 500  dispersi e sottolinea che a causare l’incidente sarebbero stati gli stessi trafficanti, che – da una seconda imbarcazione – avrebbero di proposito  fatto colare a picco il barcone con a bordo i migranti, con i quali era nato un violento scontro. Dunque non si tratterebbe di un  incidente, ma di un omicidio di massa, perpetrato da criminali senza scrupoli né alcun rispetto per la vita umana.

Se questa versione venisse confermata -  al momento la Polizia sta ancora indagando – si tratterebbe del naufragio più grave degli ultimi anni. A raccontare questa terribile storia agli operatori dell’OIM in Sicilia sono stati i due sopravvissuti di nazionalità palestinese, due ragazzi fuggiti da Gaza e andati in Egitto a inizio settembre, soccorsi in alto mare dal mercantile panamense “Pegasus” e portati a Pozzallo due giorni fa.

Alla luce dei racconti dei superstiti l’OIM sottolinea come il bilancio di vittime di queste ore nel Mediterraneo sia pesantissimo, in quanto è di poche ore fa la notizia di un altro grave naufragio con oltre 200 dispersi avvenuto ieri al largo della Libia, e di un altro incidente con vittime di fronte alla costa egiziana. Sarebbero quindi 700 le persone morte in mare in questi ultimi giorni.

Questi tragici eventi dimostrano come da una parte sia necessario che le operazioni di soccorso in alto mare continuino a essere svolte in acque internazionali – così come fa Mare Nostrum -, e dall’altra quale sia il grado di aberrazione raggiunto dai trafficanti, che quest’anno fanno viaggiare i migranti su barche sempre più fatiscenti e sovraffollate, causando in modo diretto o indiretto la morte di migliaia di persone. 

L’OIM lancia un appello alla comunità internazionale affinché si adoperi in modo efficace per fermare questi criminali, che devono essere identificati e perseguiti. Allo stato attuale l’unico modo per rendere impotenti queste organizzazioni è cominciare ad aprire canali legali di entrata in Europa per tutte quelle persone, uomini, donne, bambini, che fuggono dai loro paesi in cerca di protezione. 

FONTE: www.italy.iom.int

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