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NAPOLI: IMMAGINARI E STEREOTIPI, IMMIGRATI ED EMIGRATI A CONFRONTO

16 agosto 2014
Napoli, attore, razzismo

Continua l’ondata di razzismo nei confronti degli immigrati che sbarcano e vengono accolti nelle nostre terre.
Napoli, Peppe Barra, frasi razziste contro gli extracomunitari. Il cantante e attore teatrale nato a Roma e cresciuto tra Procida e Napoli, si scaglia senza mezzi termini contro quella che definisce un’immigrazione non controllata, dannosa e svilente nei confronti di Napoli e della Campania.

Nella video-intervista di Carmine Benincasa, giornalista del Corriere del Mezzogiorno (clicca qui per vedere l’intervista originale) escono dalla bocca dell’attore una serie di frasi generiche, razziste, xenofobe, ahimè già ripetute e ascoltate troppe volte, che non portano a nessuna conclusione ne risoluzione. Ma pardòn, Barra ci tiene a sottolineare che lui non è né razzista né xenofobo, è solo molto spaventato. Ha una paura tremenda di queste persone, da lui definite tremende e violente bestie perché senza una cultura propria ed ammassate dentro un paio di piccole stanze che si uccidono tra di loro, sporcano, degradano il paesaggio e svalutano i comportamenti dei corretti cittadini napoletani, i quali non sono più padroni della propria città.

A suo avviso, i meridionali che nei primi del Novecento emigrarono negli Stati Uniti e “fecero l’America” erano tutte brave persone, corrette, educate, colte e pulite e non “incivili, immorali, rumorosi, retrogradi, accusati di trascurare all’interno della famiglia l’istruzione dei figli e di costringere in una condizione di subordinazione la donna e soprattutto di essere dotati di scarsa intelligenza e per questo spesso paragonati dalla stampa americana a ‘ bestie, topi, maiali, buoi, pesti’ “ (North American Revue, USA, Maggio 1922, cit. Salvatore J. LaGumina, Wop! Cit. pag. 195-195).

Stando a quanto afferma l’attore napoletano, sembra che gli italiani in America fossero tutti intraprendenti, intelligenti e all’avanguardia, mentre secondo l’articolo del New York Times del 25 agosto 1904 There is way, “it is notorious that Italian crimes are the most difficult wich American detectives have to deal with. It is further notorious that the men who come here from the south of Italy and from Sicily have less control over themselves and their weapons than anyy other class of immigrants. Among them the homicidal impulse flames up like a flash of gunpowder, and their stilettos are as ready as a wasp’s sting. […] Altogether, we do not want them. We have to many bad Italians already, and since the good Italians so generally refuse to give any information to the police […] we may be unable in any protective measures. […] The imported Italian variety of crime, notably kidnapping and murder, has begun to flourish here quite beyond the limiti of toleration”.

E’ noto che i crimini italiani sono i più difficili con cui i detectives americani debbano confrontarsi.  È altrettanto noto che gli uomini che vengano qui dal sud Italia e dalla Sicilia abbiano meno controllo su se stessi e sulle proprie armi di quanto ne abbiano altre classi di immigrati. Fra di loro l’impulso omicida scoppia come una fiammata di polvere da sparo e il loro stiletto è sempre pronto come il pungiglione delle vespe. Tutto considerato, noi non li vogliamo. Abbiamo già troppi italiani indesiderabili e, siccome gli italiani buoni generalmente si rifiutano di dare qualsiasi tipo di informazione alla polizia, […] potremmo non essere in grado di applicare delle misure protettive […]. La varietà di crimini importati dall’Italia, in particolare rapimenti e omicidi, ha iniziato a diffondersi e prosperare anche qui, oltre il limite del tollerabile” ( traduzione a cura della redazione di Noi Mondo TV).

Non credo servano altre parole …

 

Fonti:
- The New York Times
- Corriere del Mezzogiorno

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