NoiMondoTV

La webTV che parla la tua lingua

progetto cofinanziato da
Unione Europea Ministero dell'Interno
Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi
facebook
twitter
YouTube

Migranti uccisi a bastonate sul confine…

25 giugno 2014
melilla

Le immagini sono forti e purtroppo vere. Ecco quanto è accaduto pochi giorni fa al confine di Melilla, la città autonoma spagnola sulla costa orientale del Marocco che gode di sovvenzioni da parte della Spagna e dell’Unione Europea: il 18 giugno centinaia di migranti africani hanno tentato di scavalcare le barriere di acciaio e filo spinato che separano il Marocco da Melilla; la Guardia civil spagnola ha permesso l’ingresso ai militari delle Forze ausiliarie marocchine perché catturassero e riportassero in Marocco quanti avevano superato le barriere. I migranti sono stati buttati a terra e a lungo picchiati a colpi di bastone dai militari marocchini davanti a decine di colleghi spagnoli. Secondo alcune fonti d’informazione ci sarebbero stati quattro morti, sicuramente decine di feriti.

A denunciare il terribile fatto accaduto pochi giorni lungo la costa del Marocco diverse testate tra cui i quotidiani spagnoli «El Pais» (clicca) ed «El Mundo» (clicca). In Italia se ne è occupato il giornalista de “L’Espresso” Fabrizio Gatti, da sempre sensibile alla causa dei migranti e dei diritti umani, che in un articolo pubblicato il 23 giugno sulla testata on-line de “L’Espresso”  ribadisce l’importanza di una protesta civile e propone il boicottaggio come arma per rivendicare i diritti umani e civili.

“Quando siamo di fronte a gang di trafficanti, scafisti senza scrupoli, caporali che riducono in schiavitù i loro braccianti, ci si appella allo Stato perché venga resa giustizia – sottolinea Gatti – Ma quando gli assassini stanno deliberatamente dalla parte dello Stato, restano pochi strumenti giuridici. La Spagna è uno Stato dell’Unione Europea. Il Marocco è un Paese finanziato in vari settori dall’Unione Europea, con denaro versato dai singoli Stati membri. Per rompere il silenzio dell’Ue e dei governi coinvolti con cui sperano di far dimenticare l’accaduto, come già accaduto in passato, resta una sola protesta civile. Il boicottaggio: boicottare il Marocco e la Spagna. Possiamo protestare civilmente quando facciamo la spesa, scartando tutto ciò che arriva dal Marocco e dalla Spagna. Possiamo scegliere altre mete, invece che andarci in vacanza. Forse qualche lettore penserà che non serva a nulla. Forse ha ragione. Maalmeno non ci siamo arresi. Almeno abbiamo provato a rompere il silenzio. Così come abbiamo sempre fatto quando sotto accusa lungo le rotte della disperazione erano l’Italia, la Francia, la Grecia o la Libia”.

Leggi l’articolo integrale di Fabrizio Gatti su L’Espresso.

Il raccapricciante video è stato diffuso in Italia da Repubblica.it (clicca).

FONTI:

FacebookTwitterEmail
condividi su:
Pubblicato da

Partners

Provincia PU
Comune di Fano
Caritas Diocesana
ass. Millevoci
CSV Marche
ass. MilleMondi
L'Africa Chiama
ass. NuovoOrizzonte
Apito
Comunità Montana
Logo Cremi

Iscriviti alla Newsletter