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“MI PRESENTO”, SUL PALCO I RIFUGIATI DI ACQUAVIVA

7 novembre 2014

Noi Mondo TV c’era e lo spettacolo, se così vogliamo chiamarlo e se con questo termine intendiamo l’arte che investe tutti i campi compreso il sociale, è stato davvero toccante e meritevole. A riempire il tendone che aveva predisposto la Proloco di Acquaviva erano tanti, domenica 26 ottobre, nonostante  il tutto avvenisse in una piccola frazione del Comune di Cagli. Una realtà a dir poco magica, composta da persone di grande animo e cuore, dalle larghe vedute e dalle ampie braccia.

Tre donne, chiacchierando nell’ombra, non volendo ci hanno aperto il loro cuore: Patrizia, Miranda, Manuela sono tre rappresentanti della cittadina di Acquaviva che, da quando hanno visto per la prima volta i ragazzi richiedenti asilo politico ospiti della struttura gestita dalla cooperativa Labirinto,  non hanno esitato un attimo dal rendersi utili e aprire le loro case nel valore dell’accoglienza. “E’ un arricchimento reciproco stare con loro”, gli occhi di una di loro si commuovono, “è una grande occasione di crescita interiore quella che ci è capitata”. “Siamo fieri di frequentare questi ragazzi che hanno tanto da raccontare e ogni nostro piccolo problema, messo in relazione con le loro vite difficile, si ridimensiona” aggiunge l’amica.

Lo spettacolo MI PRESENTO è una sequenza di racconti autobiografici nati ed elaborati durante le ore di lezione di lingua italiana, in cui ad esibirsi in qualità di attori sono i rifugiati stessi. Come spiega Agnese Anniballi della compagnia teatrale la Pioletta di Cagli, “abbiamo dato il nome MI PRESENTO perché la prima cosa che insegniamo è come dire il proprio nome e la propria provenienza”, lavoro svolto assieme alle volontarie Elisa Candiracci ed Elettra Tavianucci.
Le storie di Mamoud, Ibrahima, Sougoutouba, Brahima e tanti altri sono storie di vita raccontate con un italiano che si esibisce come una conquista, storie che ad ascoltarle avvicinano quei mondo lontani che spesso scopriamo solo attraverso le fredde immagini alla tivù.
“In Libia si è maltrattati e minacciati e se si prova a fuggire i libici minacciano di ucciderti e non hanno problemi a farlo” , questi alcuni stralci delle parole pronunciate dai ragazzi. Parole dure, crude, taglienti, per loro normali ma per chi come noi è cresciuto in una realtà da fiaba, davvero fuori da ogni logica.

A chiudere in bellezza la serata un duo musicale, Anissa Gouizi (voce) e Tommaso Panajoli (chitarra) ci ha portato a viaggiare tra le avvolgenti sonorità mediterranee, accompagnati con grande entusiasmo dai ragazzi rifugiati che ballavano, cantavano e suonavano.

A chi legge, a chi guarda, non serve compassione, ma apertura mentale e azione.

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