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Macroregione Adriatico-Ionica: passi avanti

ANCONA 29 gennaio 2014
bandiera-marche

“Creare una rete fra Comuni dell’Adriatico e dello Ionio perché le città delle due sponde siano protagoniste di una Macroregione e delle opportunità che la sua creazione può offrire a livello istituzionale, economico, sociale, culturale.

E’ la volontà emersa da un seminario organizzato nella sede dell’Assemblea legislativa dall’Aiccre Marche, Associazione italiana per il consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa.

“E’ una grandissima occasione per tutti i Comuni della nostra regione – ha detto Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche -, siamo necessariamente costretti a metterci in rete per proporre progetti e avanzare, dentro questo sistema, una modalità nuova per relazionarci con il resto d’Europa”.

Per il presidente dell’Assemblea legislativa, Vittoriano Solazzi, “tutti sono chiamati a valutare le nuove opportunità senza avere paura del cambiamento. L’obiettivo della Mrai, Macroregione adriatico ionic,  è importante dal punto di vista sociale ed economico e richiede l’impegno degli Enti locali nel diffondere una nuova cultura della cooperazione transnazionale e di impiego dei fondi comunitari, specie nella nuova programmazione 2014-2020, divenendo il volano della strategia macroregionale”. Una nuova cultura “nel fare sistema che passa anche attraverso la valorizzazione dei gemellaggi già esistenti fra le due sponde dell’Adriatico e dello Ionio”.

Per questo Solazzi ha lanciato la proposta di un confronto fra le 20 città già gemellate con altrettante città delle Marche sulle future possibilità da condividere all’interno della Mrai. La Macroregione, ha aggiunto, “rappresenta un insieme di strategie e obiettivi che, proprio nella rete, trovano fondamento. Ai Comuni, alle Province è affidato quindi il compito di superare ogni individualismo e far parte di un progetto che possa contribuire a rafforzare la strategia macroregionale”".

FONTE : Agenzia Ansa

Per saperne di più del progetto…

Dopo l’area del Baltico e del Danubio, la “Adriatico-Ionica” costituisce la terza Macroregione originatasi. Ha preso ufficialmente avvio il 5 maggio 2010 con la “Carta di Ancona” ed è stata concepita come una forma innovativa di cooperazione interregionale e transnazionale, allo scopo di rafforzare i processi democratici e l’accelerazione del percorso di integrazione europea dei Paesi balcanici.

La sua creazione mira a consolidare la cooperazione economica e a sviluppare una governance comune su problemi condivisi (ambiente, energia, trasporti, pesca e gestione costiera, sviluppo rurale, turismo, cultura e cooperazione universitaria, protezione civile e cooperazione tra PMI). Gli Stati coinvolti sono Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Slovenia e Serbia-Montenegro. Ad aderire, per il nostro Paese, sono le seguenti Regioni: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Oltre agli Stati e all’Unione Europea, l’obiettivo è quello di coinvolgere enti locali e società civile, per costruire una strategia che non richieda nuovi fondi, nuove istituzioni e nuove legislazioni, ma utilizzi meglio le risorse già esistenti.

La proposta della Macroregione è basata sulla convinzione che la creazione di una Regione Adriatico-Ionica sia il punto chiave per lo sviluppo stabile, prospero e di pace dei Paesi che si affacciano sul mare Adriatico-Ionico, molti dei quali sono candidati UE.

FONTE : www.urbino2019.eu 

 

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