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L’idea: laboratori artigiani per favorire l’integrazione

31 marzo 2014
laboratori artigianato
Tra le attività organizzate per favorire l’integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati accolti sul proprio territorio, il progetto Sprar di Breno, un piccolo comune in provincia di Brescia, ha puntato molto sulla formula dei laboratori di artigianato.

E così Ibrahima, un ragazzo del Gambia, esperto di decorazione di stoffe, insegna ad utilizzare la tecnica tradizionale del batik, una colorazione naturale fatta a mano, e quella della legatura ed è presto nato il laboratorio di decorazione tradizionale dei tessuti africani, a cui partecipano altri ragazzi, non solo africani. Passano il tempo, stanno insieme, imparano. Il laboratorio va molto bene e diventa anche un punto di visibilità per i richiedenti asilo, un luogo di relazione con tutta la comunità.

I laboratori sono strumenti molto semplici da organizzare, flessibili, volendo anche di breve durata, molto incentrati sulla pratica. Rivestono una funziona multipla: ricreativa, di socializzazione e formativa. La cooperativa K-pax, che si occupa del progetto,  mette a disposizione i locali, le attrezzature, i tutor, mentre il più delle volte gli insegnanti sono dei volontari, spesso artigiani in pensione, oppure gli stessi beneficiari del progetto quando sono portatori di una particolare arte.
Tra le esperienze che sono state attivate in questi anni si può citare anche il laboratorio di falegnameria e restauro infissi e serramenti in legno, quello di lavorazione di pelle e pellami, quello di restyling di mobili, quello di tinteggiatura e quello di posa dei laminati. Insieme al Comune di Breno si è data poi la possibilità ad alcune persone di affiancare i tecnici comunali in giro per il paese nella pulizia e manutenzione del verde pubblico, solo però dopo una serie di incontri incentrati sulle norme e i comportamenti relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sono poi previsti laboratori ancora più incentrati attorno all’aspetto ludico e creativo. C’è quello di teatro interculturale, condotto dall’attore italo-marocchino Abderrahim El Hadiri, incentrato sull’improvvisazione e il lavoro di gruppo. Per Carnevale, dopo una prima esperienza partita a fine 2012, un gruppo di beneficiari dello Sprar, in un laboratorio di due mesi, ha costruito un carro allegorico, sul tema dell’integrazione e del pregiudizio, che ha sfilato insieme a tanti altri per le vie di Darfo Boario Terme, il più grosso centro abitato della Val Camonica.

I partecipanti accedono ai laboratori volontariamente però sono seguiti a livello orientativo dagli operatori del progetto in team con i consulenti in ambito medico, psicopedagogico, psicologico e psichiatrico. L’attività laboratoriale non è un elemento episodico nel percorso di autonomia dei beneficiari ed è integrata con le attività mirate alla ricerca del lavoro. Dal punto di vista pratico l’obiettivo è anche quello che col tempo K-pax, che è anche cooperativa di tipo b, possa offrire al territorio dei servizi di artigianato che occupino alcune delle persone formate nei laboratori.
Breno è un piccolo comune di poco più di 5mila persone in provincia di Brescia, in Val Camonica. Dal 2004, con il progetto Breno Città Aperta, ha aderito al Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), in collaborazione con la cooperativa sociale K-pax onlus e la comunità casa alloggio Giona della Parrocchia SS. Salvatore.

Per informazioni ulteriori:
Cooperativa Sociale K-Pax Onlus, tel.: 0364 321365, e-mail: segreteria@k-pax.eu
Fonte: K-Pax Onlus
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