NoiMondoTV

La webTV che parla la tua lingua

progetto cofinanziato da
Unione Europea Ministero dell'Interno
Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi
facebook
twitter
YouTube

Cittadinanza

bandiera-italiana

(Legge 5 febbraio 1992 n.91)

COME FARE DAI 18 AI 19 ANNI (IN COMUNE)

Chi nasce in Italia da genitori stranieri non acquista automaticamente la cittadinanza italiana ma mantiene quella dei genitori fino al compimento dalla maggiore età.

La legge attuale stabilisce che “lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diventa cittadino italiano se dichiara di voler acquistare la cittadinanza Italiana entro un anno della suddetta data”.

Quindi il cittadino ha un anno di tempo (dai 18 ai 19 anni) per chiedere la cittadinanza italiana e per farlo deve recarsi all’Ufficio dello Stato Civile del Comune di residenza e presentare una “dichiarazione di volontà”.

L’Ufficio di Stato Civile, una volta verificati i requisiti e fatto giurare fedeltà alla repubblica italiana, procederà all’iscrizione del nuovo cittadino nei registri anagrafici. Così viene conferita ufficialmente la cittadinanza italiana.

Documenti da presentare:

  1. Ricevuta del pagamento del contributo pari a € 200 sul c.c. 809020 intestato al Ministero dell’Interno;
  2. Passaporto in corso di validità;
  3. Copia integrale dell’atto di nascita del richiedente;
  4. Permesso di soggiorno: in caso di periodi di interruzione nel titolo di soggiorno, il richiedente potrà presentare documenti che possono verificare la sua presenza ininterrotta in Italia (es. certificazione scolastica, medica e altro);
  5. Certificato storico di residenza. In caso di iscrizione anagrafica tardiva del minore presso un Comune italiano occorre presentare una documentazione che certifica la permanenza del minore in Italia nel periodo precedente la registrazione anagrafica (es. certificati medici).

(N.B. Bisogna tenere presente che alcuni stati esteri non ammettono la doppia cittadinanza. Quindi è consigliabile verificare con il proprio Consolato se il riconoscimento della cittadinanza italiana non fa perdere la cittadinanza di origine).

DOPO I 19 ANNI (IN PREFETTURA)

Se il cittadino straniero nato in Italia, al compimento dei 19 anni, non ha ancora richiesto la cittadinanza italiana, dovrà seguire una procedura diversa da quella spiegata sopra.
Secondo la legge il cittadino può richiedere la cittadinanza dopo 3 anni di residenza legale, presentare la domanda in Prefettura attraverso la compilazione del modulo B, in aggiunta alla documentazione richiesta in originale e fotocopia.

Deve inoltre dimostrare il possesso di un reddito non inferiore a 8.500 euro circa per anno, negli ultimi 3 anni prima della presentazione della domanda (il reddito di riferimento è quello del nucleo familiare. Es. per uno studente vale il reddito dei genitori).

Documenti da presentare:

  1. Ricevuta del pagamento del contributo di € 200 sul c.c. 809020 intestato al Ministero dell’Interno;
  2. Passaporto in corso di validità;
  3. Copia integrale dell’atto di nascita del richiedente;
  4. Permesso di soggiorno: in caso di periodi di interruzione nel titolo di soggiorno, il richiedente potrà presentare documentazione attestante comunque la presenza in Italia (es. certificazione scolastica, medica e altro);
  5. Certificato storico di residenza. In caso di iscrizione anagrafica tardiva del minore presso un Comune italiano occorre presentare una documentazione che attesti la permanenza del minore in Italia nel periodo antecedente la regolarizzazione anagrafica (es. certificati medici).
  6. Permesso di soggiorno: in caso di periodi di interruzione nel titolo di soggiorno, il richiedente potrà presentare documentazione attestante comunque la presenza in Italia (es. certificazione scolastica, medica e altro)

Il Ministero dell’Interno può richiedere ulteriore documentazione se lo ritiene necessario.
La richiesta viene notificata all’interessato tramite lettera raccomandata inviata all’indirizzo di residenza indicato dal richiedente nella domanda di cittadinanza (se la residenza cambia durante la procedura della cittadinanza è doveroso fare una comunicazione alla Prefettura con il nuovo indirizzo allegando copia della ricevuta della presentazione della domanda o della lettera di protocollo della domanda per evitare che la posta venga persa).

La tempistica per il trattamento della domanda è di 730 giorni. In caso di esito favorevole, la Prefettura invia una notifica all’interessato entro 90 giorni dalla ricezione del decreto di cittadinanza da parte dell’Autorità. Una volta che l’interessato ha il decreto in mano deve presentarsi al Comune di residenza, entro 6 mesi dalla notifica, per prestare il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Decorso quel periodo il decreto non avrà più validità e l’interessato dovrà ripresentare la domanda per la cittadinanza e produrre nuovamente tutta la documentazione.

CITTADINANZA PER RESIDENZA: (art. 9 Legge n. 91/92 )
Si può presentare la domanda dopo un periodo di effettiva residenza anagrafica nel territorio italiano che varia a seconda della cittadinanza dello straniero:

  • per i comunitari, 4 anni;
  • per gli apolidi, 5 anni;
  • per gli extracomunitari, 10 anni.

PROCEDURA – La domanda deve essere presentata alla Prefettura di residenza compilando il modulo B e allegando la documentazione richiesta in originale e fotocopia:

  • Modulo di domanda compilato in tutte le sue parti, completo di firme e con marca da bollo da € 14.62.
  • Estratto dell’atto di nascita legalizzato (con traduzione legalizzata).
  • Certificato penale del paese di origine (e degli eventuali Paesi terzi di residenza) legalizzato e munito di traduzione legalizzata.
  • (Per colf e badanti) Estratto Retributivo INPS.
  • Eventuale fotocopia del certificato di riconoscimento dello status di rifugiato o apolide, oltre all’ originale da portare in visione.
  • Fotocopia di un documento in corso di validità.
  • Fotocopia del Permesso di Soggiorno o attestazione di soggiorno per comunitari.
  • Ricevuta del versamento del contributo di 200 €

In base al d.l. n. 5/2012 per la semplificazione e lo sviluppo, tutta l’altra documentazione prima richiesta (casellario giudiziario, carichi pendenti, certificato di residenza, stato di famiglia, CUD, 730 o Modello Unico) può essere ora autocertificata mediante l’apposito modello.
La tempistica per il trattamento della domanda è di 730 giorni (2 anni) dal momento in cui la domanda viene acquisita dall’autorità. In caso di esito favorevole, la Prefettura invia una notifica all’interessato entro 90 giorni dalla ricezione del decreto di cittadinanza da parte dell’Autorità. Una volta che l’interessato ha il decreto in mano deve presentarsi al Comune di residenza, entro 6 mesi dalla notifica, per prestare il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Decorso quel periodo il decreto non avrà più validità e l’interessato dovrà ripresentare la domanda per la cittadinanza e produrre nuovamente tutta la documentazione.

Per seguire la pratica online, basta entrare nel sito del Ministero dell’Interno alla pagina dedicata all’argomento, inserire i propri dati assieme al protocollo K10 (inviato dalla Prefettura al richiedente dopo la presentazione dell’istanza). Finché non compare sul sito la scritta che l’istruttoria è stata conclusa, la domanda per la cittadinanza è ancora in trattazione.

La richiesta di cittadinanza per residenza ha una “doppia” istruttoria che non è visibile attualmente dal richiedente sul sito del Ministero dell’Interno. Nella prima fase dell’istruttoria la Prefettura controlla che la documentazione presentata sia corretta e veritiera, emettendo un parere sulla domanda. Successivamente la pratica passa al Ministero dell’Interno che fa una seconda valutazione. Entrambi i pareri possono non essere uguali. La Prefettura non può procedere sulla trattazione dell’istanza senza la risposta da parte del Ministero. Visto che l’utente non può verificare a che punto sia la propria domanda (se al Ministero o in Prefettura) è possibile richiedere alla Prefettura competente informazione sullo stato della pratica.

Se la risposta tarda …

È possibile, in base alla legge 241/90 ( legge sulle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), entro l’anno da quando sono decorsi i 2 anni senza una risposta, inviare una lettera di diffida alla pubblica amministrazione per avere un riscontro. Questa procedura non obbliga il richiedente a rivolgersi ad un avvocato, cosa che invece avviene se il cittadino straniero decide di rivolgersi al Tribunale.

CITTADINANZA PER MATRIMONIO

I termini per la richiesta per la cittadinanza italiana, legata al matrimonio con un cittadino italiano, variano in base al luogo di residenza. Se i coniugi sono residenti in Italia, il periodo richiesto è di 2 anni di residenza dopo il matrimonio; se, invece, sono residenti all’estero devono trascorrere 3 anni dalla data del matrimonio. Nel caso ci siano dei figli, nati o adottati dalla coppia, i termini vengo ridotti della metà.
d1) Presentazione della domanda
La domanda si presenta alla Prefettura competente o, in caso di residenza all’estero, all’Autorità Diplomatico – Consolare.
In Italia, a seconda della città in cui si vive, la domanda può essere presentata alla Prefettura previo appuntamento che, in alcuni casi può essere effettuato solo telematicamente al seguente link.

La domanda di cittadinanza va presentata alla Prefettura del luogo di residenza debitamente compilata sull’apposito mod. A e vi va apposta una marca da bollo da € 16,00 (vedi link).
Nel caso la documentazione non sia ritenuta sufficiente, l’Amministrazione può richiedere un’integrazione allo straniero entro un determinato termine. Se lo straniero non adempie la richiesta, la domanda viene considerata inammissibile. Inoltre, bisogna fare il versamento di € 200,00 tramite bollettino postale, oltre alla marca da bollo da € 14,62 da apporre sulla domanda.

Termine della procedura e decreto
Il termine per la conclusione del procedimento è di 730 giorni e decorre dalla presentazione della domanda e di tutti i documenti necessari. Come precisato dalla circolare del Ministero dell’Interno n° 6415/2011, una volta decorso il biennio, il richiedente diventa titolare di un diritto soggettivo pieno all’acquisto della cittadinanza italiana, essendo impossibile rigettare l’istanza oltre i 730 giorni ai sensi dell’art. 8, comma 2 della legge n° 91/92 sulla cittadinanza. Il richiedente, quindi, può far valere questo diritto davanti al giudice ordinario per richiedere la cittadinanza italiana, previa verifica dei requisiti di legge, se il Ministero non ha adottato il decreto di riconoscimento o di rifiuto della cittadinanza entro i termini stabiliti.
Si ricorda che dal 1 giugno 2012, la competenza ad adottare provvedimenti in materia di concessione o diniego della cittadinanza nei confronti di cittadini stranieri coniugi di cittadini italiani è del Prefetto, per cui tutte le richieste di informazione in merito dovranno essere indirizzate alla Prefettura di competenza e non al Ministero dell’Interno.
La competenza è, invece, del capo del dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, se il coniuge straniero ha la residenza all’estero, e del Ministro dell’Interno se sussistono ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica.

L’acquisto della cittadinanza italiana è subordinato al giuramento da effettuarsi entro 6 mesi dalla notifica del decreto presso il Comune di residenza, se si risiede in Italia, o presso l’Autorità diplomatico-consolare se si risiede all’estero. Trascorsi i 6 mesi il decreto non sarà più valido e l’interessato dovrà ripresentare una nuova domanda.

 

 

FacebookTwitterEmail
dicembre 30, 2013
Pubblicato da

Partners

Provincia PU
Comune di Fano
Caritas Diocesana
ass. Millevoci
CSV Marche
ass. MilleMondi
L'Africa Chiama
ass. NuovoOrizzonte
Apito
Comunità Montana
Logo Cremi

Iscriviti alla Newsletter