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Carta di soggiorno

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PERMESSO DI SOGGIORNO C.E. PER SOGGIORNANTI DI LUNGO PERIODO (o CARTA DI SOGGIORNO PER CITTADINI STRANIERI)

Nel gennaio 2007, la carta di soggiorno per cittadini stranieri è stata sostituita dal permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Questo tipo permesso di soggiorno è a tempo indeterminato e può essere richiesto solo da chi possiede un permesso di soggiorno da almeno 5 anni. La domanda va presentata presso gli uffici postali oppure, senza utilizzare il kit, lo straniero può andare in Comune (non tutti hanno questo servizio, clicca qui ”Comuni“per leggere la lista dei Comuni che fanno questo tipo di servizio) o nei Patronati (clicca per leggere la lista dei Patronati).

Da dicembre 2010 è in funzione il sistema informatico di gestione delle domande per la partecipazione al test di conoscenza della lingua italiana che dovranno sostenere gli stranieri che intendono richiedere il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Nel sito web del Ministero dell’interno ci sono tutte le informazioni.

ALLA DOMANDA BISOGNA ALLEGARE:

  • copia del passaporto o documento equipollente, in corso di validità;
  • copia della dichiarazione dei redditi (il reddito deve essere superiore all’importo annuo dell’assegno sociale – l’importo dell’assegno sociale per l’anno 2013 è di 442,30 €, pari a 5.749,90 € l’anno); i collaboratori domestici (colf/badanti) devono presentare dei bollettini INPS o l’estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;
  • certificato casellario giudiziale e certificato delle iscrizioni relative ai procedimenti penali;
  • un alloggio idoneo documentato se la domanda è presentata anche per i familiari;
  • copie delle buste paga relative all’anno in corso;
  • documentazione relativa alla residenza e allo stato di famiglia;
  • bollettino postale di pagamento del permesso di soggiorno elettronico (€ 27,50)
  • contrassegno telematico da € 16,00

Il costo della raccomandata è di € 30.
Il permesso di soggiorno CE non può essere rilasciato a chi è pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato.

LA RICHIESTA PUÒ ESSERE PRESENTATA ANCHE PER:

  • il coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni;
  • i figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio,
  • i figli maggiorenni a carico che non possono permanentemente provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporta invalidità totale;
  •  i genitori a carico.

PER OTTENERE IL PERMESSO CE ANCHE PER I FAMILIARI, OLTRE AI DOCUMENTI ELENCATI SOPRA, LO STRANIERO DEVE:

  • avere un reddito sufficiente per il nucleo familiare. Se ha 2 o più figli, di età inferiore ai 14 anni, il reddito minimo deve essere pari al doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale;
  • avere la certificazione anagrafica che dimostra il rapporto familiare. La documentazione proveniente dall’estero dovrà essere tradotta, legalizzata e validata dal Consolato nel Paese d’origine o di residenza fissa dello straniero;
  • il superamento di un test di conoscenza della lingua italiana.

Non devono sostenere il test i figli minori di anni 14, anche nati fuori dal matrimonio, propri e del coniuge.

NON DEVE EFFETTUARE IL TEST DELLA LINGUA ITALIANA, LO STRANIERO CHE HA:

  1. attestati o titoli che certificano la conoscenza della lingua italiana ad un livello non inferiore al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d’Europa, rilasciato dagli enti certificatori riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri e da quello dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Università degli Studi Roma Tre, Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena e Società Dante Alighieri);
  2. titoli di studio o titoli professionali (diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado, oppure certificati di frequenza relativi a corsi universitari, master o dottorati);
  3. riconoscimento del livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2;
  4. attestazione che l’ingresso in Italia è avvenuto ai sensi dell’art. 27, co. 1 lett. a), c), d), q) del decreto legislativo 286/98 e successive modificazioni;
  5. certificazione, rilasciata da una struttura sanitaria pubblica, nella quale è scritto che lo straniero ha gravi problemi di apprendimento linguistico derivanti dall’età, da patologie o handicap”.

CON IL PERMESSO DI SOGGIORNO CE LO STRANIERO PUÒ:

  • entrare in Italia senza visto;
  • lavorare;
  • usufruire dei servizi e delle prestazioni offerte dalla pubblica amministrazione;
  • partecipare alla vita pubblica locale.

LO STRANIERO TITOLARE DI UN PERMESSO DI SOGGIORNO CE, RILASCIATO DA ALTRO STATO MEMBRO, PUÒ RIMANERE IN ITALIA OLTRE I 3 MESI, PER:

  • esercitare un’attività economica come lavoratore regolare;
  • frequentare corsi di studio o di formazione professionale;
  • soggiornare, dimostrando di avere sufficienti mezzi di sostentamento (reddito superiore al doppio dell’importo minimo previsto per l’esenzione della spesa sanitaria) e stipulando un’assicurazione sanitaria per l’intero periodo del soggiorno.
  • In questo caso lo straniero titolare ottiene un permesso di soggiorno rinnovabile alla scadenza ( vedi la seguente circolare), mentre ai familiari verrà rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia.

NON È POSSIBILE RICHIEDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO CE NEI SEGUENTI CASI:

  • per motivi di studio o formazione professionale e ricerca scientifica;
  • per soggiorni a titolo di protezione temporanea o per motivi umanitari;
  • per asilo o in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato;
  • per possesso di un permesso di soggiorno di breve durata;
  • ai diplomatici, i consoli, i soggetti che godono di funzioni equiparate e i membri di rappresentanze accreditate presso organizzazioni internazionali di carattere universale.

IL PERMESSO DI SOGGIORNO CE È REVOCATO:

  • se acquisito fraudolentemente;
  • in caso di espulsione;
  • quando vengono a mancare le condizioni per il rilascio;
  • in caso di assenza dal territorio dell’Unione per un periodo di 12 mesi consecutivi;
  • in caso di ottenimento di un permesso di soggiorno di lungo periodo da parte di un altro Stato membro dell’Unione europea;
  • in caso di assenza dal territorio dello Stato per un periodo superiore a 6 anni.
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dicembre 30, 2013
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