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LA TRADUZIONE COME ACCESSO AD ALTRI MONDI

di boumaaraf mohamed

Dal nostro corrispondente Mohamed Boumaaraf 

La traduzione é la chiave per accedere ad altri mondi e un fattore di pace e comprensione tra le civiltà

Algeri. Intervista al Prof. Dr. Brahim Sahraoui, vincitore del premio della traduzione “Ibn Khaldoun – Senghor”.
Brahim Sahraoui è Docente presso l’Università di Algeri 2, alla Facoltà di Lingua e Letteratura araba e Lingue orientali. Nato nel 1958 a El Hamma (Setif), si è laureato presso l’Università di Algeri e la Nuova Sorbona di Parigi.

Il premio è stato una sorpresa o in qualche maniera se lo aspettava?
Vi è sempre il fattore sorpresa con i premi, ma avevo tanta speranza, iniziata con la nomina di candidato, e perché no, un pò di sensazioni positive.

- Ci racconti del lavoro premiato ..
Si chiama “Philosophies de notre temps” (Filosofie del nostro tempo). Il libro è apparso nella sua lingua nativa (francese) all’inizio del secondo millennio, presso la casa editrice “Sciences Humaines” (scienze umane). La sua traduzione in arabo è apparsa presso la “Casa araba delle scienze” di Beirut e la pubblicazione “Al Ikhtilaf” in Algeria all’inizio del 2009. Si tratta di un libro collettivo con 21 co-autori specialisti: professori, ricercatori e giornalisti. Il libro è supervisionato e coordinato da Jean-Francois Dortier, direttore della rivista “Sciences Humaines”, il quale ha scritto una lunga introduzione in cui ha esaminato la storia della filosofia e il suo cammino attraverso i secoli, facendo riferimento alle cause, alle correnti, ai  personaggi celebri e ai loro ruoli.
Il libro è diviso in sette capitoli, che rappresentano i principali settori della riflessione filosofica: recensioni su filosofia contemporanea; dal modernismo al postmodernismo; filosofia e politica; la filosofia dell’etica; la filosofia della scienza; lo spirito, l’intelletto e la mente; alla ricerca del senso.
Ogni capitolo è formato da articoli, studi e/o dialoghi con alcuni specialisti. Gli autori si sono focalizzati soprattutto sulla filosofia contemporanea (specialmente quella francese). Gli articoli del libro, pubblicati prima nella rivista “Sciences Humaines”, presentano la filosofia occidentale in modo semplice e si mettono a disposizione di ricercatori specialisti e non, professori, studenti e pubblico in generale .

- Secondo diverse statistiche la realtà della traduzione nel mondo arabo in generale e in particolare in Algeria, sembra non desti particolare interesse. Quali sono i motivi?
E’ vero, la traduzione nel mondo arabo soffre di una sorta di abbandono ufficiale. Vi è una mancanza di interesse dovuta anche a una carenza di istituti specializzati; vi è una grande differenza tra la retorica e la pratica nella realtà dei fatti, per cui ci si trova di fronte a programmi, piani, rapporti, raccomandazioni, discorsi e promesse che nella pratica risultano poi inesistenti. Più di due terzi di ciò che si traduce (che è già pochissimo) è il risultato di sforzi personali. Personalmente non vedo ragioni convincenti per questa negligenza, può essere frutto di varie coincidenze o peggio del mancato sostegno da parte dei funzionari.

Quali sono le caratteristiche di un buon traduttore? Pensi che esista un lato creativo nella traduzione accademica come nella scrittura letteraria?
Un buon traduttore deve essere fluente in entrambe le lingue e possederne una vasta conoscenza. La qualità della traduzione è il suo lato creativo. La traduzione riuscita offre una seconda vita al testo e lo lancia verso nuovi mondi, diversi per cultura e civiltà, in cui il libro può acquisire importanza, fama e a volte l’attenzione che non ha avuto nel suo habitat originale. Può avere inoltre un secondo autore.

- Siete pochi i docenti che hanno superato la rigida nozione della lezione accademica e l’insegnamento universitario come funzione. E’ una convinzione personale o la ricerca di orizzonti più ampi?
Sì, nel mio caso è una convinzione e allo stesso tempo cerco spazi più ampi. L’insegnamento all’università non è una funzione come tutte le altre, è una ricerca continua, tanto che da qui nasce il titolo di “ricercatore”. Il professore universitario non è solo un vettore di valori, ma ne è anche produttore, trasmettendoli e aggiungendo la propria impronta.

Come può la traduzione essere un canale di comunicazione tra le diverse civiltà nell’era della globalizzazione?
La traduzione era e rimane una tentazione con le sue possibilità di avere la chiave per accedere ad altri mondi, scoprire e ricevere da questi. Il suo ruolo è crescente anche in questo tempo di globalizzazione e di predominio di Internet come comunicazione sociale, oltre i confini tradizionali. Sto parlando naturalmente della traduzione in generale .

Si dice che Lei sia un sorboniano che ha conservato la sua identità. Come vede il conflitto di identità e la modernità nel mondo arabo e islamico?
Prima di tutto vorrei sottolineare che l’ identità non è cosa contraria alla modernità. Il problema è che esiste una concezione specifica e limitata della modernità che pone le parti ai lati opposti. Modernisti molto estremisti, da una parte, quelli che credono che il modo occidentale sia il modello perfetto e la soluzione più efficace per tutti i nostri problemi. Fondamentalisti estremisti dall’altra parte, che credono che il vecchio modello che ha prevalso nel primo secolo sia il modello a cui ambire. Entrambe le parti sono sbagliate e la soluzione non sta qui o là ma nella riconciliazione e nelle concessioni comuni che portano a raggiungere un livello accettabile per entrambi. Bisogna conciliare tradizione e modernità . E’ difficile ma non impossibile.

- Come vede il ruolo dell’intellettuale nel mondo di oggi?
E diventato molto difficile, alla luce della diffusione della cultura della comunicazione sociale e del cambiamento dei modelli tradizionali di relazione. Pertanto, i compiti più urgenti di oggi sono la necessità di adattarsi a questa realtà “mediatica” e cercare di passare il messaggio attraverso i nuovi canali.

- Qual è il futuro della traduzione nella cultura in Algeria e nel mondo arabo ?
Non sarà un futuro luminoso se le cose rimangono come sono.

 

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