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Kosovo 2.0

REPORTAGE: KOSOVO 16 gennaio 2014
kosovo1

Reportage

a cura di

Eugenio Cinti Luciani e Paolo Tarantini

Eugenio e Paolo documentano a parole e con degli splendidi scatti la situazione del Kosovo,  a 13 anni di distanza dalla fine della guerra.

“Nel marzo del 2004, a 5 anni dalla fine della guerra in Kosovo, 3 bambini albanesi muoiono annegati nel fiume Ibar che divide in due la città di Mitrovica.

Gli albanesi kosovari ottengono nuovamente un pretesto per una nuova rappresaglia nei confronti della popolazione serba.

Vengono incendiati più di 20 tra monasteri e chiese ortodosse, muoiono circa 20 persone e centinaia di abitazioni serbe vengono date alle fiamme.

5 anni prima finiva l’ultima sanguinaria guerra dello sfascio morale e civile dell’ ex Jugoslavia.

77 giorni di bombardamenti NATO su Belgrado facevano ritirare le truppe ordinarie e paramilitari di Milosevic dal Kosovo.

Dopo 3 anni di scontri e uccisioni fra soldati serbi e civili albanesi kosovari aiutati dall’UCK più di 400.000 profughi di etnia albanese fuggiti in Macedonia, Montenegro e Albania cercano di ritornare nelle proprie case.

Inizia una nuova persecuzione nei confronti dei serbi rimasti.

Circa il 90% della popolazione del Kosovo è ormai albanese e i serbi vengono confinati in enclave “protetti” e pagati dal governo di Belgrado per rimanere.

Il Kosovo si autoproclama indipendente nel 2008 ma rimane formalmente un protettorato internazionale dal 1999 ad oggi.
OSCE e KFOR garantiscono protezione e ricostruzione.
La Serbia non lo riconosce e considera il Kosovo la culla della propria nazione.

L’opinione pubblica dopo anni di attenzione verso i balcani si posa su altre zone del mondo. La situazione geopolitica muta e trasporta le mire sul medio-oriente. Gli stessi Stati Uniti, considerati dai kosovari come salvatori rivedono le proprie posizioni e non considerano più il Kosovo una priorità nello scacchiere internazionale.

Eppure il Kosovo sembra “sedato”. La presenza internazionale determina una situazione di calma apparente. Il dialogo con le persone testimonia invece una serie infinita di contraddizioni e indeterminatezza.

Il 6 maggio del 2012 le elezioni in Serbia avrebbero dovuto segnare con decisione la svolta europeista del paese e la lenta risoluzione della questione Kosovo.

Le cose sono invece andate diversamente, almeno per ora.

Tomislav Nikolic ex vice ministro della dittatura Milosevic, nazionalista proclamatosi “moderato”, vince le elezioni e apre una nuova e diversa fase.

Il Kosovo è stato e rimarrà parte della Serbia, afferma.

Ma in Europa non si è invitati senza risolvere il problema, gli rispondono.

Noi eravamo li in quei giorni e abbiamo documentato fotograficamente e con un inchiesta video giornalistica la situazione del Kosovo a 13 anni di distanza dalla fine della guerra.

Questi sono i nostri scatti, raccontano le persone, i bambini e i luoghi di una terra martoriata a poche centinaia di chilometri dall’ Europa che combatte contro il rating negativo e la bancarotta di un sistema che collassa”.

Eugenio Cinti Luciani e Paolo Tarantini sono due giovani fotografi e operatori fanesi, da tempo impegnati in progetti organizzati da ONLUS italiane in paesi con gravi problemi di natura sociale ed economica

AUTORI: Paolo Tarantini / Eugenio Cinti Luciani
PAESE: Italia
CITTA’: Fano
FOTOCAMERE: Canon eos 5D MarkII
OTTICHE: canon 16-35mm f2.8 / canon 28-135mm f3.5-5.6 / canon 50mm f1.2 / canon 17-40mm f4

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