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Integrazione: nuove linee guida a scuola

21 febbraio 2014
linee guida integrazione

Sono state firmate mercoledì 19 febbraio dal ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza le nuove linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli studenti non italiani tra i banchi di scuola: misura necessaria se si pensa che gli alunni non italiani presenti sul nostro paese siano attorno agli 830 mila : una popolazione che è molto cambiata negli ultimi dieci anni, con l’aumento progressivo dei nati in Italia, a fronte di una riduzione dei neo arrivati e che quindi necessita di nuovi provvedimenti.

Dalle linee guida emerge una sorta di “segregazione formativa”, con i ragazzi stranieri che si concentrano in istituti tecnici e professionali, lasciando i licei agli italiani. Scelte che al ministero sembrano “determinate più dalla condizione socio-economica che dalle capacità e dalle vocazioni elettive degli studenti” e sulle quali si delinea la necessità di un intervento adeguato attraverso l’orientamento.

Non manca poi un accenno all’attuale legge sulla cittadinanza: “Essa pone la cittadinanza – denunciano le Linee Guida – come traguardo troppo lontano per chi arriva in Italia, ma soprattutto per chi vi nasce, cresce, studia, dovendo aspettare la maggiore età per ottenerla”. Diventa poi sempre più importante lo studio della Costituzione, che può fornire una “mappa di valori indispensabili per esercitare la cittadinanza da parte di chi ha scelto di vivere stabilmente in Italia”.

S’insiste poi sulla necessità di evitare concentrazioni di alunni stranieri in una scuola o in una classe, che hanno “conseguenze negative, sia dal punto di vista scolastico, che dal punto di vista sociale e individuale”.

Altro punto di fondamentale importanza è l’apprendimento dell’italiano come lingua seconda, soprattutto nelle scuole medie e superiori. Accanto a laboratori linguistici dedicati, i ragazzi stranieri che non parlano italiano, dice il ministero, vanno inseriti in classe con gli italiani, che “rappresentano la vera autorità linguistica e il modello d’uso al quale riferirsi”. Per i neo arrivati il Ministero propone questa formula: “Circa 8-10 ore settimanali dedicate all’italiano L2 (circa 2 ore al giorno) per 3-4 mesi”. In questi moduli intensivi si possono raggruppare ragazzi di classi diverse e possono essere organizzati “in collaborazione con gli enti locali e con progetti mirati”.

Scarica qui le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri

FONTE : stranieriinitalia.it

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