NoiMondoTV

La webTV che parla la tua lingua

progetto cofinanziato da
Unione Europea Ministero dell'Interno
Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi
facebook
twitter
YouTube

INSIEME CONTRO LA TRATTA DEI NUOVI SCHIAVI

8 febbraio 2015

Oggi, domenica 8 febbraio è la prima Giornata internazionale contro la tratta. La promuove il Vaticano, di fronte ad un innegabile e allarmante numero di vittime. Sarebbero circa 21 milioni e attorno a loro, si misura con l’unità del dollaro, un mercato-mondo che arriva fino a 32 miliardi. Donne, bambini, uomini, giovani, anziani che diventano schiavi, in una versione del tutto moderna: schiavi per sesso, per accattonaggio, per traffico d’organi, per matrimonio forzato e tante altre ragioni. L’obiettivo della giornata “è innanzitutto quello di creare maggiore consapevolezza del fenomeno e riflettere sulla situazione globale di violenza e ingiustizia che colpisce tante persone, che non hanno voce .. ”, spiega l’associazione “Slaves no more”, che aderisce all’iniziativa. In questa domenica, si avvicenderanno preghiera e riflessione come scrive il comunicato da parte della Fondazione Migrantes che pubblichiamo di seguito:

Migrantes e Giornata internazionale di preghiera e di riflessione contro la tratta di persone

L’8 febbraio, in memoria di Santa Bakhita – la suora canossiana che ha conosciuto la schiavitù e la tratta – la Fondazione Migrantes si unisce alla preghiera e alla riflessione di tutta la Chiesa contro la tratta di persone, un dramma che vede crescere il numero di vittime. Un dramma che – spiega mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Migrantes – ha soprattutto nel nostro Paese due volti: il volto della tratta per sfruttamento sessuale, che interessa almeno 25.000-30.000 persone, donne soprattutto, tra cui 2.000 minorenni; il volto dello sfruttamento lavorativo, i cui dati sono difficili da indicare, ma che accomunano migliaia di lavoratori nell’edilizia, nell’agricoltura, nel piccolo commercio, nella pesca, nell’industria manifatturiera, nel lavoro di cura. Accanto a questi due volti principali della tratta delle persone in Italia – continua Mons. Perego – troviamo nuove forme di tratta legate all’accattonaggio, alla vendita coercitiva di prodotti. La tratta in Italia presenta vecchi e nuovi scenari, nuove modalità di trasferimento, una connessione nuova con i richiedenti asilo, che chiede – conclude il Direttore della Migrantes – di non abbassare la guardia, ma, anzi, di rafforzare gli strumenti di informazione, di protezione sociale (art. 18/legge 1998 e art. 13/legge 2003) e di lotta alle nuove forme di criminalità crescenti nel controllo delle migrazioni economiche e forzate.

Fonti:
- Comunicato stampa Migrantes
- www.gruppoabele.org
- www.avvenire.it 

FacebookTwitterEmail
condividi su:
Pubblicato da

Partners

Provincia PU
Comune di Fano
Caritas Diocesana
ass. Millevoci
CSV Marche
ass. MilleMondi
L'Africa Chiama
ass. NuovoOrizzonte
Apito
Comunità Montana
Logo Cremi

Iscriviti alla Newsletter