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“IN MEZZO AL MARE” CON MALI’

4 ottobre 2014

Ieri sono stati commemorati in tante città d’Italia i naufraghi del 3 ottobre 2013, ma di giorni di lutto ce ne sono tanti altri e non bisogna dimenticarlo. Ricordiamo i migranti che cercavano la libertà, la pace e che hanno lasciato la loro anima nel profondo del mare attraverso una canzone. Si chiama “In mezzo al mare” e a cantarla è Malì che si racconta in questa intervista.

1. Ciao Malì, raccontaci un po’ della tua storia..da dove vieni e quando hai iniziato a fare musica?
Vivo in un piccolissimo centro della provincia di Caserta dedito all’agricoltura. Come tanti ho iniziato a cantare da piccola nel coro della chiesa per poi partecipare a vari musical con una compagnia teatrale della zona.
In seguito ho fatto parte di diverse cover band e nel 2008, contro il volere dei miei genitori, mi sono trasferita a Milano per studiare canto e diplomarmi al M.A.S., uno dei centri per la formazione artistica più grandi d’Europa. Anni, questi, nei quali ho iniziato ad impartire lezioni di musica e a prestare la mia voce per spot radiofonici così da poter sostenere le spese che una città come Milano comporta. Ho fatto anche l’animatrice nei villaggi e la baby sitter.
Lo scorso anno sono tornata al sud e ho avuto la fortuna di incontrare in Molise il M° Claudio Luongo e Francesco Tomasso che hanno creduto in me sviluppando un progetto musicale. In pochi mesi ho registrato quattro canzoni e due video: ‘Petto, dito, mano’, una simpatica filastrocca contro i privilegi della classe politica, e ‘In mezzo al mare’, ispirata alle vittime della tragedia di Lampedusa dello scorso 3 ottobre.
Attualmente insegno in diverse scuole di musica del casertano, faccio concerti e sono in tour con Wilma Goich.

 2. Quali sono le tue influenze musicali e cosa ascolti nella tua giornata?
Mi è sempre piaciuta la black music. Ascolto da sempre Aretha Franklin, Ray Charles, Ella Fitzgerald, Diana Ross e altri. Credo di essere stata influenzata da questi artisti. Mi piacciono anche Sara Bareilles, John Mayer e Coldplay. Tra gli italiani Mina, Sergio Endrigo e pochi altri.

 3. Una curiosità: un disco a cui non potresti mai rinunciare?
Facile: 19 di Adele

 4. Qual è il filo conduttore dei tuoi testi?
Tratto tematiche di forte impatto sociale, attuali. ‘Petto, dito, mano’ denuncia i troppi e ingiustificati privilegi dei nostri parlamentari ed esprime la rabbia e lo scoramento di noi cittadini. ‘In mezzo al mare’ affronta in maniera cruda e dura il dramma dei migranti da un punto di vista diverso dal solito: il loro e non il nostro. Per me è importante essere sempre sinceri e mai banali.

 5. Perché la decisione di scrivere un brano sui migranti e come è nata l’idea?
Più che una decisione è stato un richiamo. Il mio gruppo di lavoro era concentrato su un’altra tematica ed il pezzo era quasi pronto. Improvvisamente fummo tutti travolti dalle emozioni della tragedia del 3 ottobre e avvertimmo l’esigenza di dare voce a tutte quelle persone che rischiano la vita per arrivare in Italia; di spiegare le motivazioni che spingono migliaia di esseri umani ad imbarcarsi verso le nostre coste. Su una musica bellissima, realizzata da Claudio Luongo, un testo che non usa mezzi termini. Francesco Tomasso lo scrisse in poche ore e me lo sottopose. Gli dissi “wow”, lo feci subito mio e nacque la canzone che sembra ora sia divenuta la canzone dei migranti. A luglio alcuni superstiti, ospiti in Italia, hanno cantato con me sul spalco. E’ stata un’emozione unica e una grande soddisfazione poiché proprio i diretti interessati ne hanno condiviso pienamente il messaggio. Anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato ‘In mezzo al mare’ per ricordare quel dramma. Mi auguro di poterla cantare anche a Lampedusa e spero che in futuro ci sia più coraggio da parte di radio e tv a trasmettere tematiche così delicate: la musica è anche questo. 

6. Qual è il  tuo sogno nel cassetto?  Progetti futuri?
Continuare a fare della musica la mia vita; calcare palchi importanti e vivere i teatri. Mi piacerebbe realizzare un progetto musicale che porti una ventata nuova nella musica italiana ma non entro nei dettagli perché in Italia spesso ti rubano anche i sogni.

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