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Immigrazione: prezziario di uno scafista

5 giugno 2014
immigrazione

Duecento dollari il costo di un salvagente, da due a trecento euro il noleggio di un Thuraya, il satellitare che i trafficanti offrono ai migranti per comunicare o stabilire le coordinate in mare. Se la vuoi, poi, ti devi pagare anche l’acqua, un tozzo di pane o una scatoletta di tonno per sopravvivere, sempre che il mare sia clemente e decida di permettertelo.

All’interno del barcone, se vuoi viaggiare all’aperto o in posti più riparati, paghi fino a 200 euro in più di chi invece accetta di farsi stipare sotto coperta; se hai disponibilità economica, puoi viaggiare  ”in prima classe” con le dotazioni di sicurezza o se non ne hai, bisogna che ti accontenti della “terza classe”  nel vano stretto a contatto con la sala motori, senza aria e inalando i vapori tossici della benzina.

Ma non finisce qui, non dovrai pagarti solo la traversata, dovrai spendere due tre volte la stessa cifra per coprire l’intera distanza che separa casa tua dalla destinazione finale, ecco allora che i costi lievitano: da 1.500 a 2.000 euro per arrivare in Libia via terra, se sei siriano attraverso l’Egitto e se vieni dall’Eritrea attraverso il Sudan. La stessa cifra ti verrà nuovamente richiesta prima di salire sui gommoni che ti porteranno sui pescherecci e a bordo dei quali rimarrai per giorni in attesa che si raggiunga il maggior numero di persone possibile; dovrai poi ripagare in Italia la stessa cifra per raggiungere la destinazione finale, dopo che l’organizzazione avrà ricontattato i migranti dopo la fuga dai centri di accoglienza per portarli il più delle volte oltreconfine. Così attraverserai il Mediterraneo…

Questo è quanto emerso dalle ricostruzioni degli inquirenti che si sono serviti delle testimonianze dei migranti soccorsi e del primo scafista “pentito” , Karim El Hamdi, 33enne tunisino, che è crollato indicando gli altri componenti dell’equipaggio e dicendo: “Sono io il comandante di questo barcone, vi racconto tutto ma voglio uno sconto di pena. Sono un pescatore, dovevo imbarcarmi anch’io, i libici mi hanno proposto di pagarmi 1.500 dollari se avessi condotto il peschereccio”. Si è stimato che per ogni viaggio le organizzazioni criminali guadagnano da un minimo di 400.000 euro fino ad un milione di euro. Senza metterci neanche la faccia, visto che come scafisti vengono utilizzati, in cambio di un compenso o di un passaggio gratuito, passeggeri che hanno qualche nozione di mare.

FONTE: repubblica.it

 

 

 

 

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