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Immigrazione: il film “Io sto con la sposa” vola a Venezia

6 luglio 2014

Ce l’hanno fatta! Grazie ai 75 mila euro raccolti nell’operazione di crowd-funding più grande della storia del cinema italiano, Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry voleranno in autunno a Venezia per presentare il loro “Io sto con la sposa”, il film-documentario che racconta in presa diretta un viaggio fantastico, ma al tempo stesso drammaticamente vero e duro.

Protagonisti del film sono gli stessi autori che, dopo aver incontrato a Milano cinque palestinesi siriani sbarcati a Lampedusa, decidono di aiutarli a raggiungere la Svezia. Attraversano così mezza Europa, nelle vesti di sposi ed invitati, partendo da Milano e arrivando a Stoccolma, tra il 14 e il 18 novembre 2013: un viaggio di tremila chilometri raccontato in presa diretta.

Un film documentario, ma anche un’azione politica, che prende le distanze dal pressappochismo con sui spesso vengono etichettati gli immigrati “clandestini” e analizza, in modo anticonvenzionale e lucido, la triste condizione di tutti coloro che sono costretti a fuggire dalla propria casa, contro la propria volontà, a causa di una guerra.

“Ventimila morti nel Mediterraneo sono abbastanza per dire basta, -dicono gli autori-. Non sono vittime del fato o della burrasca. Ma di leggi alle quali è arrivato il momento di disobbedire. Per questo motivo ci siamo improvvisati trafficanti per una settimana. E abbiamo aiutato cinque siriani in fuga dalla guerra a proseguire il loro viaggio clandestino dentro la Fortezza Europa”.

Che avventura, e che risultati. Ecco cosa scrivono gli autori sulla pagina Facebook del film dopo aver centrato l’obiettivo con il crowfunding: “L’energia che si è sprigionata intorno al film è semplicemente straordinaria. In 45 giorni ha preso forma una comunità di persone, fatta dai 15mila iscritti alle nostre pagine su facebook e soprattutto dai 2.138 produttori dal basso. Una comunità transnazionale mai vista prima. Anche soltanto scorrere la lista dei paesi dei donatori è emozionante: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Danimarca, Egitto, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Hong Kong, Irlanda, Israele, Italia, Libano, Malta, Marocco, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Perù, Portogallo, Regno Unito, Russia, Senegal, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Tailandia, Ungheria. Insieme condividiamo un sogno. L’idea che il Mediterraneo torni ad essere il mare che ci unisce e che nessuna legge divida più i viaggiatori in legali e illegali. È la nostra idea di futuro. È il mondo che vogliamo e per il quale ci siamo accollati il rischio di finire in galera.

Ma adesso, anziché gongolarsi sugli allori, è tempo di tornare al lavoro pensando al prossimo fondamentale obiettivo: la distribuzione. Il nostro produttore associato DocLab sta cercando accordi per una distribuzione italiana ed internazionale sia cinematografica che televisiva. Ma noi vogliamo che questo film continui a vivere nelle piazze, nei teatri e nelle scuole. In Italia e all’estero.Tutto questo ha un costo. Perché significa fare i sottotitoli in 6 lingue (italiano, arabo, inglese, francese, tedesco, spagnolo), implementare il sito internet, e allestire un ufficio stampa e una segreteria che seguiranno la distribuzione dal basso del film per almeno un anno. Dato che abbiamo ancora a disposizione gli ultimi 15 giorni di crowd-funding, abbiamo deciso di continuare la raccolta fondi, concentrandoci su questi obiettivi!Con la trasparenza che ci ha contraddistinto finora, vi rendiconteremo punto per punto l’utilizzo delle donazioni.E con la stessa trasparenza vi diciamo che i nostri compensi di noi tre registi e produttori tuttofare, ovvero i nostri ultimi nove mesi di lavoro serrato, ce li ripagheremo con le vendite televisive del film e non con il crowd-funding. Grazie a tutti. Per averci creduto. E per essere entrati a far parte di questa comunità.

PS Ci vediamo a Venezia! Se ci selezionano… Noi arriveremo con il corteo nuziale al completo, insieme ai nostri cinque protagonisti che stavolta oltre alla cravatta avranno anche i documenti dell’asilo politico in tasca. E a pensare che sei mesi fa erano in balia delle correnti del Mediterraneo al confine tra la vita e la morte, vengono i brividi.”

FONTE: Pagina Facebook “Io sto con la sposa”

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