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Il volume: “La comunità marocchina in Italia”

29 gennaio 2014
bandiera-marocco
Nella giornata di oggi, mercoledì 29 febbraio, presso l’associazione della Stampa Estera a Roma, è stato presentato il volume a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS  “La comunità marocchina in Italia. Un ponte sul Mediterraneo/ La communauté marocaine en Italie. Un pont sur la Méditerranée”: nel testo i numeri e la storia della prima comunità non comunitaria in Italia, un legame che dura oltre 40 anni. La ricerca è redatta sia in italiano che in francese ed è stata finanziata dal Regno del Marocco con l’obiettivo di approfondire le problematiche e le prospettive di una delle sue più ampie comunità che vivono fuori dal Marocco stesso. Il volume riporta una vasta bibliografia sull’argomento, analizza e commenta i dati disponibili e abbozza una proiezione su ciò che potrà essere la comunità marocchina in Italia tra 10 anni. Infine la ricerca si sofferma sui collegamenti di tipo economico, imprenditoriale e culturale che possono essere creati tra Italia e Marocco.

Più del 60 per cento è titolare di permesso come lungosoggiornante. In maggioranza si tratta di lavoratori dipendenti, ma sempre più emerge un forte dinamismo imprenditoriale: oltre il 18 per cento è lavoratore autonomo. Un imprenditore straniero su sei è di origine marocchina: in totale si tratta di 38 mila aziende su 230 mila totali, con prevalenza di realtà operanti nel commercio al minuto (27 mila) e nelle costruzioni (6 mila).

Pur essendo una comunità con una storia migratoria pluridecennale, i marocchini in Italia sono mediamente giovani: ad aver superato i 60 anni sono solo 26.122 persone su oltre mezzo milione, il 5 per cento, quattro volte di meno rispetto agli italiani. Avendo una spiccata dimensione familiare e fortemente stabile, molti sono stati negli anni i ricongiungimenti familiari e forte è la presenza di minori nelle scuole: sono quasi centomila gli iscritti nell’anno scolastico 2012/2013. Ma il corso di studi si ferma presto, per consentire l’ingresso nel mondo del lavoro, e sono in pochi a frequentare l’università. Solo 134 i laureati nell’anno accademico 2010-2011 su un totale di 7.154 – meno del 2 per cento –, 458 gli immatricolati e 1.831 gli iscritti complessivamente. Solo mille i permessi di soggiorno rilasciati per motivi di studio.

FONTI :

 

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