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I migranti si ribellano ne “La Spremuta” di Casales

7 giugno 2014

Il 7 gennaio 2010 i migranti che lavorano a Rosarno si ribellano. Gli africani, dopo anni di violenze e sfruttamento reagiscono ed alzano la testa. In due giorni si consuma tutto: scontri con la polizia, la caccia al nero, ed infine lo sgombero. I media nazionali sottolineano che la mafia non c’entra. Ma dire che la mafia non c’entra in Calabria è una bugia. La mafia c’entra eccome, non solo in Calabria. L’Italia è spremuta da mani violente, da molte mani. Il coraggio di chi non vuole più girare la testa, di chi pensa che vivere esiga più dignità deve essere imitato, non temuto.

Partendo da questi fatti Beppe Casales, attore ed autore teatrale, ha messo in scena “La spremuta”, un monologo teatrale che ha avuto grande successo superando le 300 repliche in soli tre anni: lo spettacolo è stato selezionato per il Torino Fringe Festival 2013 ed ha vinto il premio “LiNUTILE del teatro” 2013, ottenendo un eccezionale successo di critica e di pubblico.
Anche noi siamo andati a vederlo in occasione della rappresentazione ad Isola del Piano nell’ambito della rassegna letteraria interculturale “Accenti Diversi”.
Per saperne di più…
Guarda il video dedicato ad alcuni brani tratti dal monologo “La Spremuta”
Visita il sito di Beppe Casales: www.beppecasales.com
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