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I bambini di Atma

REPORTAGE: ATMA 5 aprile 2014
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                                  REPORTAGE

                     a cura di Matthias Canapini

Le prime fotografie in un paese in  conflitto. Gli incontri, i legami, gli appunti di viaggio. La campagna di aiuti umanitari e le tante storie incontrate….tristi e vere.

Spesso ripenso al primo viaggio in Siria. Un viaggio che mi ha portato a visitare il campo sfollati di Atma. Spesso ripenso anche alle condizioni disumane in cui vivono circa 26.000 persone …. Anziani,donne,uomini e bambini in fuga da un guerra atroce scoppiata quasi 3 anni fa e tuttora in corso. Mi sono unito ad un gruppo di volontari italiani che (quando i tempi della frontiera lo permettono) portano medicinali,vestiti e beni di prima necessità all’interno del campo profughi. Il secondo giorno dal nostro arrivo fortunatamente le circostanze erano buone … siamo entrati clandestinamente in Syria passando per un “sentiero alternativo” che collega il confine turco al campo di Atma.  È consigliabile seguire il sentiero tracciato se non vuoi imbatterti in qualche mina antiuomo disseminata lungo il confine turco- siriano.  Innumerevoli tende si arrampicano sul fianco di una collina,l’aria secca e polverosa ti investe mentre frotte di bambini ti guardano curiosi al di là del filo spinato che corre per 3 km lungo il lato nord del campo. Abbiamo visitato una piccola scuola in costruzione,un’infermeria da campo ed un piccolo locale adibito a cucina collettiva. Le provviste erano sufficienti per altri due giorni soltanto dopodiché  tutte le persone risiedenti nel campo sarebbero rimaste senza cibo fino a che una ONG locale o estera si sarebbe impegnata a portare altre provviste. I bambini ci offrivano costantemente acqua fresca,brocche di thè caldo o pannocchie … gli anziani invece,seduti all’ombra di un albero ci invitavano dentro le loro tende per farci riparare dal caldo asfissiante. Le condizioni del campo,mano a mano che l’inverno si avvicina, peggioreranno sempre più. Le tende non sono adatte a riparare dal vento freddo che soffierà a breve su tutto il territorio ed il 90% delle famiglie non avendo letti o coperte, sono costretti a dormire per terra riparandosi con teloni o lamiere raccolta chissà dove.  Queste persone racchiudono dei sentimenti,dei legami e delle storie che resistono ogni giorno alle avversità con una dignità indescrivibile. Secondo le associazioni presenti si parla di 2 milioni e mezzo di rifugiati in cerca di protezione,assistenza e cure mediche,il 78% sono donne e bambini che si riversano nei campi dei paesi limitrofi come Iraq,Giordania,Turchia e Libano.

Matthias si occupa di reportages foto-giornalistici muovendosi come freelance e collaborando con ONG locali e internazionali. Ha finora viaggiato nei Balcani,Turchia e Caucaso per documentare svariate tematiche, dalle proteste in Bulgaria alle adozioni in Kosovo, dal ricordo del genocidio di Srebrenica alle linee ferroviarie in Albania . Passando per la memoria del Vajont e la resistenza della Valsusa. Durante i suoi ultimi viaggi è entrato due volte  in Siria per documentare le condizioni dei campi per sfollati siti a pochi km dal confine.      

Contatti: pagina FB / email: canapini.matthias@gmail.com

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