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Grasso e Chouki: “Ora riforma cittadinanza”

27 marzo 2014
chaouki
Nella giornata di ieri, in occasione della presentazione dell’ultimo Rapporto del Centro Internazionale per gli Studi sulla Famiglia, quest’anno sul tema delle famiglie poste “di fronte alle sfide dell’immigrazione”, il presidente del Senato Pietro Grasso ha sottolineato l’urgenza di un intervento riformatore da parte del governo in merito alla cittadinanza per i figli d’immigrati nati o cresciuti in Italia.
“Penso ai giovani nati nel nostro paese, che qui studiano, parlando la nostra lingua e i nostri dialetti; che tifano o giocano nelle nostre squadre di calcio – sottolinea Grasso – Spesso mi ritrovo fra molti di loro nelle iniziative a favore della legalità e mi sono sempre chiesto amaramente perché questi giovani combattono per la giustizia e per il futuro di un paese di cui non sono e non saranno mai cittadini, almeno finché la legge non sarà cambiata”.
“Sono convinto – continua il Presidente del Senato – che la sfida della costruzione di una nuova società multietnica e multiculturale debba muovere dalla scuola, che oggi è arricchita in tutta Italia dai bei volti di ragazzi che arrivano da luoghi geograficamente e culturalmente lontani. Proprio la diversità è il paradigma dell’identità stessa della scuola che deve sapere costruire la capacità dei giovani cittadini di conoscere e di apprezzare le differenze all’insegna di una coesione sociale attenta alla dimensione cognitiva dei saperi e a quella affettiva di ciascuno, affinché possa realizzarsi un nuovo concetto di cittadinanza, plurale ed edificato attorno a comuni valori”.

Ad accogliere e condividere l’appello del presidente Grasso è Khalid Chaouki, deputato del Pd e coordinatore intergruppo immigrazione.

 

“Condividiamo e sosteniamo il chiaro appello del presidente del Senato Piero Grasso in merito alla necessità di riformare con urgenza l’attuale legge sulla cittadinanza per i figli di immigrati nati o cresciuti in Italia”. Secondo Chaouki, “è giunta l’ora di assumerci le nostre responsabilità come parlamento e dare atto che la stragrande maggioranza degli italiani sono favorevoli ad una riforma di civiltà che preveda lo Ius Soli temperato per chi nasce in Italia da genitori residenti da almeno cinque anni”.
“Ci faremo quindi carico – conclude – di chiedere a tutte le forze politiche di avviare una consultazione in merito alle proposte di riforma già depositate alla Camera per trovare una ragionevole mediazione come ci chiedono centiniaia di comuni italiani e come più volte ci ha sollecitato il presidente della Repubblica”.
 FONTE : Ansa
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