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L’ultimo saluto a Madiba

madiba

“Era luglio quando i giornali iniziarono a parlare della grave situazione di salute di Mandela, ed è lì che iniziammo a interrogarci su come potergli rendere omaggio al momento della sua scomparsa.

Passarono mesi, e in un giorno di dicembre apprendemmo la notizia:

Nelson Mandela, Madiba, l’amico degli ultimi, una persona tanto cara alle persone di colore quanto a noi, era scomparso.

Immediatamente iniziarono le telefonate. “Oh… hai sentito di Mandela? Cazzo! Cosa organizziamo? Come ci muoviamo?”

Era importante per noi riuscire a coinvolgere le associazioni più vicine all’Africa e agli immigrati, così telefonai subito a Millevoci e a l’Africa Chiama che risposero alla nostra proposta con grande entusiasmo. Per fortuna i funerali di Mandela vennero fissati per domenica 15 dicembre, quindi sfruttammo quella data, che ci concedeva qualche giorno in più, per organizzare qualcosa nel territorio.

Rimaneva solo da decidere cosa.

Dopo qualche telefonata si riuscì ad avere una bozza: si pensò di organizzare una sorta di presidio all’interno del quale ogni realtà avrebbe portato il proprio contributo nel ringraziare Mandela per tutto ciò che ha fatto.

E così avvenne!

Ci incontrammo direttamente quel giorno, nel tardo pomeriggio, in uno spiazzo lungo Corso Matteotti. Ognuno aveva portato del suo.

C’era una parte della comunità senegalese che ci ha raccontato dettagli della vita di Mandela, c’era un giovane artista fanese che si è messo a disegnare ritratti e caricature di quell’uomo così importante per noi, c’era lo splendido coro di Millevoci che ha cantato una ninnananna africana coinvolgendo la gente che passava in un battito di mani davvero speciale, c’erano dei ragazzi che hanno letto alcune poesie di Mandela e la poesia “Invictus” che gli ha dato coraggio nei momenti più difficili della sua vita in carcere, c’erano i ragazzi di Greenpeace, che tanto c’hanno tenuto ad essere presenti lì con il loro banchetto, e c’era la gente per strada, che con un sorriso, una stretta di mano, un ringraziamento per l’iniziativa, una domanda, ci hanno fatto sentire la loro solidarietà.

E’ stato un momento semplice, organizzato da giovani ragazzi e ragazze che sentono vicina la figura di Mandela. Ci sono state difficoltà logistiche, c’è stato il freddo, c’è stata la preoccupazione di non aver fatto abbastanza, ma penso che a Mandela sarebbe piaciuto proprio così, come evento semplice e venuto dal cuore”.

Matteo Spallacci –  portavoce del circolo giovanile “Salvador Allende”

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