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ETNOCENTRISMO O FONDAMENTALISMO? COMPRENDERE GLI SCONTRI TRA CIVILITA’

owfi

Sentiamo spesso parlare i media di jihadisti e delle loro azioni violente. Raramente però conosciamo coloro che agiscono contro tale mentalità e forza. La verità è che queste persone, uomini e donne coraggiosi di origine musulmana che sfidano ogni giorno gli estremisti, esistono. 

Come ad esempio il gruppo di donne conosciuto come Raduno Algerino delle Donne Democratiche o RAFD (Rifiuta) che nell’ottobre degli anni ’90 osò ribellarsi alle atrocità commesse dal Gruppo Islamico Armato che si batteva contro lo stato d’Algeria. Durante quella violenta decade, si contarono almeno 200.000 vite. Le violenze e con esse le proteste, continuarono fino a diventare una minaccia di morte per le donne stesse. Ma esse non si ritirarono. Grazie ad altre battaglie, concrete e simboliche, come riempire di fiori il cratere provocato da una bomba in pieno centro ad Algeri, le attiviste ottennero una maggiore consapevolezza da parte della popolazione rispetto al progetto di uno stato islamico fondamentalista in Algeria. Nonostante tutto le loro azioni, non ricevettero eco internazionale; al contrario i media e la stampa occidentali le descrissero come “non autentiche”, volendo inquadrare il conflitto come una lotta tra estremisti musulmani e Occidente, piuttosto che come una battaglia per i diritti umani all’interno della società, a maggioranza musulmana.

Lo stesso trattamento mediatico riceve il più recente gruppo di Owfi fondato nel 2003 in Iraq. In queste settimane Owfi promuove una campagna contro il genocidio delle minoranze e una contro gli stupri di donne; inoltre gestisce una linea telefonica d’emergenza e persino un rifugio per le donne che fuggono dalle persecuzioni dell’Isis. Secondo Karima Bennoune, docente di diritto internazionale presso la University of California-Davis School of Law e cresciuta in Algeria e Intanto,, si tratta di lotte ideologiche che coinvolgono migliaia di donne che vogliono riprendersi i loro diritti e lo loro libertà. “Se non si affronta tutto questo e l’Occidente continua a raccontare di uno scontro di civiltà che non esiste, allora c’è il rischio reale che i fondamentalisti musulmani, armati di denaro, armi, combattenti stranieri e retorica emotiva religiosa vinceranno sia sul fronte della propaganda, sia sul fronte militare”.

Fonte: comune-info.net

 

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