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Esplosioni e scontri in Egitto

EGITTO 25 gennaio 2014
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“Si sono verificati nella giornata di ieri, venerdì 24 gennaio, la serie di attentati che ha profondamente scosso l’Egitto, alla vigilia del terzo anniversario della protesta di piazza che portò alla caduta di Mubarak :  il primo al Cairo, condotto da un kamikaze, seguito da durissimi scontri che hanno lasciato sul campo almeno 22 morti e un numero imprecisato di feriti.

In seguito un attentatore suicida, che a bordo di un mezzo imbottito con esplosivo, ha fatto strage nel quartier generale delle forze di sicurezza del Cairo. Almeno 5 i morti, un’ottantina i feriti, una decina ancora in gravi condizioni. L’esplosione, risuonata a quartieri di distanza, ha devastato l’edificio distruggendo parzialmente anche il Museo dell’arte islamica, un gioiello del mondo musulmano, che si staglia poco distante. La dinamica non è ancora chiara, ma un gruppo jihadista, Ansar Gerusalemme, responsabile di altri attentati e di attacchi in particolare nel Sinai e a colpi di razzi contro Israele, si è assunto la paternità della strage, contro le forze di sicurezza “infedeli e sanguinarie”, hanno scritto i qaedisti.

In seguito altre tre bombe, nell’arco di poche ore, hanno preso di mira gli agenti in un crescendo di tensione: un ordigno è esploso nei pressi di una stazione della metropolitana, dove un altro è stato disinnescato; un altro ancora vicino ad un commissariato; il quarto nei pressi di un cinema, pur diretto ancora una volta contro le forze di sicurezza. E, dopo la preghiera delle 12, i pro-Morsi e la variegata costellazione di forze anti-governative scendeva nelle strade di tutto il Paese. Ma non erano i soli: subito dopo l’attentato kamikaze, al Cairo migliaia di persone si sono radunate davanti al comando della polizia colpito dall’attacco suicida.

Nel primo pomeriggio sono dilagati gli scontri, violentissimi, che hanno causato la morte di almeno 15 persone, in gran parte pro-Morsi ma non solo, in veri combattimenti di strada tra i dimostranti e le forze di sicurezza, se non con partigiani filo-Esercito, decisi alla vendetta. A Beni Suef e Fayyum i bilanci più gravi, con rispettivamente 4 e tre morti, tra i quali una bimba di 7 anni: una delle tanti innocenti ad aver perso la vita nel corso di questi tre anni travagliati dell’Egitto, che proprio domani celebra la ‘Rivoluzione del 25 gennaio’, il terzo anniversario della rivolta che portò alla cacciata del padre-padrone del Paese, Hosni Mubarak”.

FONTE: Agenzia AnsaMed

Per approfondire : clicca il LINK per trovare l’elenco delle principali testate del mondo arabo e dell’Egitto.

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