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DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2014: I MITI DA SFATARE

30 ottobre 2014
dossierUNAR

Sono molti i luoghi comuni che anche quest’anno il Dossier Statistico Immigrazione, presentato ieri e realizzato da Idos per conto dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), ha sfatato grazie alla disponibilità dei dati più aggiornati sui flussi migratori verso l’Italia. Quali gli stereotipi senza un fondamento oggettivo? 

Uno: gli stranieri non ci rubano le pensioni. Due: non è vero che entrano sempre più facilmente. Tre: è falso che non risentano anche loro della crisi, anzi. Quattro: non è corretto dire che i loro crimini stiano aumentando. Di seguito alcuni degli aspetti più interessanti presi in considerazione dal Dossier. 

Quasi 5 milioni. In Italia, gli stranieri residenti a fine 2013 sono 4.922.085 su una popolazione di 60.782.668: l’incidenza è dell’8,1%. Le donne prevalgono e rappresentano il 52,7%. I minori superano il milione di presenze.

Da dove provengono e dove vivono in Italia? Nonostante siano 196 i paesi di provenienza dei cittadini stranieri che vivono in Italia, è stata riscontrata una notevole prevalenza di alcune aree di origine: oltre la metà (51,1%) infatti viene da soli cinque Paesi (Romania, Albania, Marocco, Cina e Ucraina). Altro dato interessante è che un quarto della popolazione straniera risiede in quattro province (Roma, Milano, Torino e Brescia). 

Livello di istruzione: il 10,3% degli stranieri ha una laurea e il 32,4% un diploma. 

Meno permessi scaduti senza rinnovo. I permessi scaduti senza essere rinnovati sono inferiori rispetto ai due anni precedenti: sono stati 262.688 nel 2011, 166.321 nel 2012 e 145.670 nel 2013. 

Calano gli ingressi. Secondo la stima del Centro studi e ricerche Idos la presenza complessiva degli immigrati in posizione regolare è più alta e ammonta a 5.364.000 persone. Nel 2013, i visti per soggiorni superiori a 90 giorni sono stati 169.055, di cui solo 25.683 per lavoro subordinato e 1.810 per lavoro autonomo. Attualmente hanno maggiore peso sull’aumento della popolazione straniera i visti per ricongiungimento familiare (76.164) e le nuove nascite (77.705 a fronte di 5.870 decessi). Notevole è anche l’incidenza delle famiglie con almeno uno straniero (2.354.000, pari al 7,1% di tutte le famiglie residenti in Italia).

Quanti cittadini! E’ notevole anche il numero dei cittadini italiani per acquisizione, che erano solo 285.785 nel 2001, e sono aumenti a 671.394 al censimento del 2011, cui se ne sono aggiunti 65.383 che hanno acquisito la cittadinanza nel 2012 e 100.712 nel 2013.

Colpiti dalla crisi. I dati dell’Istituto nazionale di statistica attestano che nel 2013 i cittadini stranieri siano attorno ai 2,4 milioni di lavoratori. Anche tra loro il tasso di disoccupazione è salito nel 2013 al 17,3% e il numero di disoccupati a 493mila.  La crisi ha influito anche sull’invio delle rimesse che sono ulteriormente diminuite nel 2013 a 5,5 miliardi di euro, circa un quinto in meno rispetto all’anno precedente e molto di meno rispetto al picco raggiunto nel 2011 (7,4 miliardi di euro).

Le discriminazioni. Non sono mancati i casi di discriminazione segnalati dall’Unar, che nel 2013 sono stati 1.142, dei quali 784 (pari al 68,7%) determinati da fattori di carattere etnico-razziale.


FONTE: www.repubblica.it 

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