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Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: necessarie misure per integrazione

8 luglio 2014
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E’ necessario che la Bossi-Fini sia modificata, che venga introdotta al più presto una riforma della cittadinanza secondo il criterio dello ius soli, che venga riconosciuto agli immigrati il voto amministrativo. Una ong rivoluzionaria? Niente affatto, sono le misure richieste dal Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro perchè si avvii un processo di vera integrazione dei migranti nel tessuto sociale ed economico italiano.

In seguito ad una lunga ricerca curata dall’OCSE dal titolo “L’integrazione degli immigrati e dei loro figli in Italia”, sono emersi dati interessanti che riconoscono l’importanza del ruolo dei migranti nella nostra economia.

Se da una parte l’Italia è il paese Ocse con la più alta crescita della popolazione immigrata dall’inizio del 2000 (insieme alla Spagna), dall’altra gli stranieri sono diventati essenziali per la sua economia: quella immigrata è una componente strutturale della forza lavoro, soprattutto nel settore edile (50% dei lavoratori immigrati uomini) e in quello dei servizi domestici e assistenziali (50% delle donne immigrate occupate). I tassi di occupazione della popolazione immigrata in Italia, di gran lunga al di sotto della media Ocse, sono superiori rispetto a quelli degli autoctoni, dato che  fa rilevare l’alta incidenza di lavoro sommerso e irregolare del nostro paese.

E’ molto probabile che a causa del carattere recente di gran parte dell’immigrazione in Italia, alcuni aspetti delle infrastrutture per l’integrazione siano meno sviluppati di altri paesi europei con maggior esperienza di immigrazione alle spalle. Ed è certamente in questa direzione che il Cnel ha voluto evidenziare la necessità e l’urgenza di alcuni provvedimenti : “Vanno finalmente compiute scelte decisive di politica nazionale per dare senso e forza alle politiche territoriali per l’integrazione, da un nuovo diritto di cittadinanza con un ius soli temperato (iniziando dai giovani nati in Italia e comunque con la formazione di base nel nostro Paese) al riconoscimento del voto amministrativo”.

FONTE: repubblica.it 


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