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Come avviare un’attività propria

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I cittadini stranieri possono avviare una propria attività imprenditoriale in Italia? Certamente sì! Ecco cosa serve…

Il lavoro autonomo è un rapporto di lavoro per il quale una persona si impegna a compiere un’opera o un servizio, con lavoro proprio e senza dipendere da un datore di lavoro. Il lavoratore autonomo gestisce autonomamente la propria attività, godendo di piena autonomia.

Lo straniero che vuole esercitare una propria attività di lavoro autonomo in Italia deve possedere i requisiti professionali richiesti dalla legge ai cittadini italiani per l’esercizio delle singole attività, compresi i requisiti per l’iscrizione ad albi o registri e:

 

1)- deve richiedere alla competente autorità amministrativa (che si occupa del rilascio delle relative licenze o della verifica dell’iscrizione ad albo o registro) una dichiarazione che non sussistono motivi che impediscono il rilascio del titolo abilitativo necessario: ad esempio alla Camera di commercio per l’iscrizione nel Registro esercenti il Commercio, al Comune nel caso di attività per il commercio per il cui avvio è necessario solo presentare una comunicazione al Comune stesso, ecc.. La dichiarazione deve avere data non anteriore a tre mesi dalla richiesta.

2)- per l’esercizio di una professione è poi necessario il riconoscimento del titolo professionale straniero conseguito in un Paese non appartenente all’Unione europea el’eventuale abilitazione o registrazione all’albo o registro, se necessarie: vedi capitolo dedicato al riconoscimento dei titoli all’interno della sezione “ISTRUZIONE”.

3)- bisogna poi richiedere un’attestazione dei parametri finanziari sulla disponibilità delle risorse necessarie per l’attività che si vuole intraprendere. Questa attestazione viene rilasciata dalla Camera di commercio competente per territorio, purché l’attività che si intende svolgere abbia il carattere di attività imprenditoriale. L’attestazione è fornita anche dai competenti ordini professionali, per le attività soggette a iscrizione negli ordini professionali.

4)- bisogna dimostrare di poter disporre di una idonea sistemazione alloggiativa: si dovrà esibire un contratto di acquisto o di locazione dell’immobile (ai sensi degli artt. 2 e 4 della legge 4.1.1968, n. 15) oppure basterà la dichiarazione di un cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia che attesti di aver messo a disposizione dello straniero un alloggio idoneo.

 

Una volta in possesso di tutta la documentazione necessaria, lo straniero dovrà presentarla presso la Rappresentanza diplomatica italiana competente, richiedendo un visto di ingresso per lavoratore autonomo.

Sono previsti poi per legge una serie di obblighi ed un preciso percorso burocratico per l’avvio dell’attività:

 

1)-scegliere il Codice Attività: in funzione del tipo d’attività che si vuole avviare, è necessario scegliere tra i codici attività previsti dalla normativa vigente. Se l’attività non è descritta in alcun codice, sarà necessario utilizzare un codice generico che più si avvicina alla tipologia d’attività. Sulla base della scelta del codice cambierà la gestione fiscale e previdenziale.

2)-scegliere il Regime Fiscale: a secondo del fatturato annuo previsto si dovranno scegliere specifici regimi fiscali dai quali potranno derivare diverse modalità di gestione della contabilità.Per ulteriori informazioni consultare il sito dell’Agenzia delle entrate .

 

3)-compilare la Dichiarazione Inizio Attività: per la compilazione, ci si può rivolgere direttamente ai funzionari dell’Agenzia dell’Entrate (Lavoro Autonomo) o della Camera di Commercio (Attività Impresa). Per avere una consulenza, è bene rivolgersi ad uno dei Centri di Assistenza Fiscale specializzati oppure ad un Commercialista abilitato.

4)-aprire Partita IVA: se il codice attività scelto rientra tra le Attività d’Impresa è necessario rivolgersi alla Camera di Commercio. Invece, se costituisce attività di lavoro autonomo bisogna rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. La Partita Iva è un codice che serve per identificare ogni cittadino o azienda che ha una propria attività economica: l’apertura e la chiusura della Partita IVA sono gratuite. Bisogna presentare una dichiarazione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o della creazione di una società. I modelli da usare per presentare la domanda sono il modulo AA9/8 per le persone e il modulo AA7/8 per le società. Se non è possibile recarsi di persona all’Agenzia delle entrate, la dichiarazione di inizio attività può anche essere inviata per posta, tramite la raccomandata (è importante inviare anche una copia del documento di riconoscimento), oppure via Internet, al seguente sito e dopo essersi registrati: http://telematici.agenziaentrate.gov.it  . Oppure si può andare all’Ufficio del registro delle imprese, che si trova di solito presso le Camere di Commercio, Industria, Artigianato Agricoltura (vedi  il paragrafo “Sindacati”). Anche in questo caso occorre essere registrati. Quando si possiede la Partita Iva, è necessario tenere un registro dei movimenti economici dell’azienda. I seguenti registri sono obbligatori e devono essere aggiornati ad ogni operazione:

  • Registro delle fatture emesse
  • Registro delle fatture ricevute
  • Registro dei corrispettivi (solo nei casi in cui sia previsto)

Le fatture servono per certificare i movimenti dell’azienda e vanno emesse per ogni operazione. Ci sono però delle eccezioni, cioè casi in cui non servono: per negozi di alimentari o di abbigliamento, la fattura viene sostituita dallo scontrino fiscale; nei ristoranti e nelle lavanderie la fattura viene sostituita dalla ricevuta fiscale. Quando si è in possesso della Partita Iva, ogni anno bisogna presentare il modello UNICO per la dichiarazione dei redditi. E’ importante sapere che anche se non sono state fatte nè ricevute fatture, bisogna presentare ugualmente il modulo. E’ possibile richiedere all’Agenzia delle Entrate della propria città l’aiuto di una persona che aiuterà a gestire le varie operazioni.

Per  maggiori informazioni,  clicca al seguente LINK

 

5)-iscriversi all’INPS o ad un’altra Cassa Previdenziale: in funzione dell’attività svolta, bisognerà iscriversi ad una specifica forma di previdenza gestita dall’INPS oppure da altri enti previdenziali settoriali

6)-iscriversi all’INAIL: iscrizione all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali presso la sede INAIL competente per territorio

7)-segnalazione Certificata di inizio attività (SCIA): da effettuarsi presso il Comune (SUAP – Sportello Unico per le Attività Produttive) per verificare il rispetto delle norme urbanistiche, edilizie, ambientali, di pubblica sicurezza, di prevenzione incendi, igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro, delle norme relative all’efficienza energetica e delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.

A decorrere dal 1° aprile 2010 le imprese, comprese quelle individuali, hanno l’obbligo di assolvere tutti gli adempimenti amministrativi su procedure di inizio, modificazione e cessazione dell’attività, mediante una Comunicazione Unica (ComUnica), in via telematica o su supporto informatico. In questo modo un unico destinatario si fa carico di trasmettere ai diversi Enti coinvolti le informazioni di competenza di ciascuno.

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