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Casa de’ nialtri: il caso di Maurice

ANCONA 12 marzo 2014
Maurice Nimeribe

Fa discutere ciò che è accaduto a Maurice Nimeribe, nigeriano, uno degli “abitanti” della “Casa de’ nialtri”, la ex-scuola Regina Margherita di Ancona, occupata a fini abitativi: lo scorso giovedì mattina all’alba infatti Maurice è stato prelevato dalla polizia ed è stato rimpatriato in Nigeria, dove è da tempo in corso una terribile guerra con massacri quotidiani. A segnalare l’accaduto attraverso un comunicato stampa e la propria pagina Facebook gli abitanti della Casa de’ nialtri:

“Oggi alle 13.30 una delegazione di Casa de’ nialtri si è recata in questura per avere notizia di Maurice Amaribe, nigeriano, che giovedì 6 marzo alle sette di mattina è stato prelevato dalla polizia e di cui non si riuscivano ad avere notizie da quel momento. Purtroppo siamo venuti a sapere che il giorno dopo è stato accompagnato a Fiumicino e da lì rimpatriato nel suo paese, la Nigeria, dove è da tempo in corso una terribile guerra con massacri quotidiani.

Maurice aveva partecipato sin dai primi giorni all’occupazione di Via Ragusa. Sempre gentile, rispettoso nei confronti di tutti, felice di dare quotidianamente il suo contributo a un’esperienza che lo aveva  da subito coinvolto. Maurice era da alcuni anni ad Ancona. Gli era stato riconosciuto lo status di rifugiato politico. Ma i documenti gli erano scaduti e non ha fatto in tempo a rinnovarli. Maurice è vittima di una legge liberticida come la Bossi-Fini, e come lui lo sono tutti i giorni i tanti che subiscono la sua triste sorte. Una legge che ancora nessun governo ha deciso di abrogare. Una legge che costringe anche chi da tempo è nel nostro Paese a dover rifare l’iter burocratico per essere “regolare”..

Ma Maurice è anche vittima di un provvedimento deciso da questa amministrazione, uno sgombero avvenuto con uno spiegamento di forze incredibile. Un provvedimento che ha voluto colpire e disperdere una comunità che aveva imparato a conoscersi e ad autodeterminarsi. Un’amministrazione che invece di impegnarsi contro la povertà prende di mira i poveri e il disagio sociale come dimostrano i tanti sgomberi delle piccole “occupazioni” spontanee fatte da chi cerca un riparo. Siamo convinti che se fossimo ancora stati uniti avremmo avuto maggiori possibilità di garantire al nostro amico la possibilità di rinnovare velocemente i documenti.

L’ultimo atto pubblico di Maurice è stata la sua partecipazione alla conferenza stampa che come Casa de nialtri abbiamo organizzato il 5  marzo a trenta giorni dallo sgombero. Una scelta, una presenza che ci sprona a continuare nella mobilitazione.

FONTE : Comunicato Casa de’ nialtri

FOTO: pagina FB Casa de’ nialtri

 

 

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