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Campagna “La lotta al cancro non ha colore”

6 maggio 2014
il cancro non ha colore

Le cifre del fenomeno sono allarmanti e in crescita: secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) il numero di nuovi casi di tumore nel mondo passerà dai 14 milioni del 2012 ai 22 milioni nel 2030. I decessi aumenteranno da 8,2 milioni a 13, il 70% dei quali in Africa, Asia e America del Sud. In alcune regioni dell’Africa nera il cancro sta lentamente scalando le classifiche di incidenza e mortalità.

Ma perchè avviene ciò? Secondo l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) gli immigrati sono esposti al pericolo cancro e tumore in maniera maggiore rispetto agli abitanti della Penisola. Soprattutto, partecipano poco agli screening oncologici di prevenzione, malgrado molti di loro abbiano regolare accesso al servizio sanitario nazionale. Per questo spesso succede che al paziente viene diagnosticato il cancro in fase avanzata e dunque non più guaribile. Non perché la malattia sia più aggressiva, quindi, ma semplicemente perché viene scoperta in ritardo: fino a 12 mesi dopo rispetto agli italiani.

  • Per scoprire di più sul programma di screening offerto dal sistema sanitario nazionale, guarda la video-puntata che Noi Mondo TV ha dedicato a questo tema nella rubrica “Il Medico Risponde”: “Il programma di screening”
  • Per scoprire di più sul fumo e perchè è importante smettere di fumare, guarda la video-puntata che Noi Mondo Tv ha dedicato a questo tema nella rubrica “Il Medico Risponde”: “Perchè smettere di fumare?”

Nella popolazione immigrata si registra un costante aumento delle neoplasie, e ciò è stato messo in relazione a stili di vita errati. Tumori al polmone (fumo), testa-collo (fumo, HPV), colon-retto e stomaco (alimentazione). Ma non solo. L’incremento è presente anche nelle patologie la cui guarigione risente molto di uno screening precoce: cancro al collo dell’utero, seno e ancora colon-retto. In questa popolazione vi è poi un’incidenza maggiore di tumori al fegato, che originano in gran parte dei casi da cirrosi dovute a forme di epatite B cronica.

In Italia vivono oltre 4,5 milioni di stranieri. Il 7,5% della popolazione. Persone provenienti, nella maggior parte dei casi, da Paesi che presentano ancora una forte diffusione di malattie quasi debellate in Occidente. Spesso in questi territori la popolazione adotta stili di vita non adeguati, peggiorati nel tempo a causa delle influenze europee e nordamericane su alimentazione (ricca di grassi), fumo, alcol, ecc.

Ecco perché la Fondazione “Insieme contro il cancro” ha lanciato la campagna “La lotta al cancro non ha colore”. Fino al 4 maggio è stato possibile sostenere il progetto con gli “SMS Solidali” al numero 45594. Il momento clou della raccolta fondi è stato il 3 maggio 2014 in occasione della finale di Coppa Italia (Tim Cup) tra Fiorentina e Napoli, per lanciare un appello a tutti i tifosi di calcio.

Gli obiettivi della campagna sono:
- sensibilizzare la popolazione immigrata sui fattori di rischio oncologici, sia nelle prime che nelle seconde generazioni
- incentivare all’adesione alle campagne di screening previste dal Servizio Sanitario Nazionale (seno, cervice uterina, colon-retto)
- ridurre il carico di patologia all’interno della popolazione target

La campagna ha il pieno sostegno della Presidenza della Repubblica e il patrocinio della Camera dei Deputati e del Senato. Molte personalità illustri del mondo dello sport,spettacolotelevisione e rappresentanti delle Istituzioni hanno aderito all’iniziativa e sottoscritto lo slogan: “Fate come me, seguite uno stile di vita sano: non fumate, consumate alcol con moderazione, seguite la dieta mediterranea, muovetevi il più possibile. E soprattutto fate gli screening. Gratuiti e per tutti. Perché la lotta al cancro non ha colore”.

Per saperne di più: leggi l’intervista al Professor Francesco Cognetti, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell’Istituto nazionale tumori “Regina Elena” di Roma, rilasciata a repubblica.it.
FONTE: Website istituzionale lalottaalcancrononhacolore.it 
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