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Bandiere,striscioni e slogan

REPORTAGE: DURAZZO 10 febbraio 2014
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                                     REPORTAGE

                         a cura di Matthias Canapini 

L’Albania durante il periodo pre-elettorale. Un importante cambiamento sociale e politico raccontato tramite le semplici testimonianze dei cittadini. 

-”Tutto è collegato alla politica” afferma Bekim guardando davanti a sé. Sostenitore di Sali Berisha(leader democratico in carica da 8 anni),Bekim crede che un cambiamento politico sarebbe un grosso sbaglio in questo momento. Cambierebbe molti assetti della società albanese, compreso il business, ed ora che si è raggiunta una certa stabilità sembra più un azzardo che un reale vantaggio. Bekim è un amico del posto. Vive a Skhodra con la sua famiglia. Ragazzo sveglio, legge molto ed è informato. Spesso è fuori casa per dedicarsi totalmente alle sue campagne politiche, ma ammette che non lo fa sicuramente per i soldi, bensì per un futuro migliore. Un futuro che non rivaluti l’ideale comunista dei tempi dittatoriali. “Seppur io sia comunista, un modello politico del genere non può essere tollerato” afferma ancora Bekim. “Per me non è comunismo quando vedi tuo padre finire in prigione, tua madre senza lavoro e i tuoi nonni fucilati dall’esercito. Prima di tutto le persone devono capire che ci si deve distaccare dagli schemi imposti … pensa a Berlusconi dopo 8 anni da voi in Italia” …indica un punto indefinito nello spazio… ” Ha avuto un impatto mediatico immenso, ormai temi come calciatori, veline, prostitute sono radicate nelle persone e creano sempre più vere psicologie sociali. Bene, ora pensa a 50 anni di comunismo in Albania quanti messaggi subliminali possono essere passati in tv…

Alla vigilia delle elezioni le città che attraverso sono un tripudio di colori e slogan. Le bandiere dei tre movimenti principali( PD-PS-PSI)svolazzano da balconi, finestre e macchine in corsa. In serate alternate ogni movimento organizza una propria festa, utile a pubblicizzare il partito ma anche per accaparrarsi le ultime simpatie pre-voto. Conto più facce giovanili rispetto agli uomini di mezza età. In qualche città si sono registrati piccoli disordini serali al termine dei festeggiamenti. Ciò a dimostrare che l’aria qui è davvero pesante, ostile, come al principio di un’importante sfida.

“Tutto si muove per mezzo della politica” afferma Odion guardandomi. “Vorrei che salisse Edi Rama come presidente, è giovane e di mentalità più aperta”. Odion parla un buon italiano, imparato guardando Dragon Ball da bambino. L’ho conosco per caso in una fermata degli autobus a Durazzo e senza esitare, in maniera rapida mi elenca le problematiche attuali. “Nessuno ha più la forza di credere in qualcosa perché in Albania sanno come tenere a freno i tuoi sogni. La linea tra realtà e apparenza è molto sottile quà da noi…molte persone sanno, ma nessuno parla..” senza sbilanciarsi troppo mi invita a capire. Odion vorrebbe dedicarsi completamente al teatro, portare in Italia le sue commedie ed essere considerato un vero artista. Ma per il lavoro e lo standard di vita che ha è praticamente impossibile. E pensare che prende anche molto (250 euro mensili) rispetto alla media lavorativa. “Credo in un cambiamento, è necessario che avvenga a questo punto. Da un cambiamento può nascere qualcosa, invece da una fase statica come la nostra non ci si inventa nulla di nuovo”. Odion è sicuro che succederà qualcosa nel mezzo di queste elezioni. Scontri o manifestazioni senza ombra di dubbio. Secondo lui i primi giorni della settimana saranno i più tesi. Senza pensarci troppo gli domando se in caso sarà possibile scattare foto durante questi momenti. Mi risponde ironicamente …” l’Albania ha dei paesaggi molto belli, io preferirei fotografare quelli senza rischiare …”

Non so cosa succederà una volta terminate le elezioni, né quali saranno le conseguenze per il paese. Ho voluto condividere con voi un paio di testimonianze e descrivere nel piccolo l’aria che si respira qui in Albania. Immagino tra pochissimi giorni gran parte dei cittadini albanesi incollati alla tv aspettando l’esito ormai imminente. Probabilmente per quando si saprà il vincitore sarò già in cammino verso Elbasan o direttamente a sud nelle fabbriche occupate di Salonicco. Però posso dire con certezza di aver visto una gran partecipazione politica da parte del popolo albanese. Un popolo che a prescindere dalle idee diverse di ognuno, crede fermamente che l’Albania può ancora dare tanto e insegnare molto alla comunità Europea.

Matthias si occupa di reportage foto-giornalistici muovendosi come freelance collaborando con ONG locali e internazionali. Ha viaggiato finora nei Balcani,Turchia e Caucaso documentando svariate tematiche, dalle proteste in Bulgaria alle adozioni in Kosovo,dal ricordo del genocidio di Srebrenica alle linee ferroviarie in Albania. Passando per la memoria del Vajont e la resistenza della Valsusa.  Nei suoi ultimi viaggi è entrato due volte in Siria per documentare le condizioni dei campi per sfollati siti a pochi km dal confine. 

Contatti: FB o canapini.matthias@gmail.com

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