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ANCONA: DA CAPANNONE A CENTRO DI “SMISTAMENTO” DEI MIGRANTI?

ANCONA 10 ottobre 2014
extubimar

Dunque sarebbe vero. Quelle che sembravano solo indiscrezioni nei giorni passati sono state confermate oggi da un quotidiano locale: “All’Ex Tubimar – al porto di Ancona – un centro di smistamento di migranti, nel caso arrivino navi cariche di profughi”.

Questo è quanto si legge nell’edizione cartacea del Corriere Adriatico di ieri, giovedì 9 ottobre, tra gli articoli dedicati alla città di Ancona. A promuovere quello che viene definito un “piano d’emergenza” è la Prefettura accanto ad altri enti, che vogliono “non farsi trovare impreparati, in caso i natanti effettivamente raggiungano i nostri mari”.

Natanti? Nei nostri mari? Affermazioni che lasciano perplessi sulla base degli attuali flussi migratori e della provenienza dei profughi che cercano di raggiungere le coste a Sud nella nostra penisola. A mettere in luce la questione l’Ambasciata dei Diritti di Ancona, che ha diramato in giornata un lungo comunicato a tale proposito. Ne pubblichiamo alcuni passaggi:

“[...] Come tutti sanno, da mesi ci sono ripetuti sbarchi nel canale di Sicilia, dove è attiva l’operazione della marina militare italiana denominata “Mare Nostrum”. Non più solo Lampedusa, tantissime città siciliane sono il porto di approdo delle navi cariche di migranti. Pozzallo, Catania, Augusta, Messina e Palermo solo per citarne alcune. Nonostante il ministero dell’interno fosse a conoscenza con largo anticipo degli sbarchi che sarebbero avvenuti in conseguenza della crisi libica, non è riuscito a predisporre un sistema di accoglienza decente ed il numero degli arrivi ha fatto di fatto collassare tutti i centri di prima accoglienza, tanto che ora altri porti della penisola sono stati scelti dalla marina militare per alleggerire le strutture siciliane (Reggio Calabria e Taranto per esempio).

E’ norma, oramai da tempo, che il ministero suddivida i migranti ospitati nei centri di prima accoglienza siciliani per diverse città della penisola con pullman e aerei, poi in alcune città cardine (una di queste è Ancona) vengono “smistati” nei vari centri di accoglienza allestiti per l’”emergenza”. Molti di queste donne, uomini e bambini arrivano in condizione precarie vittime della traversata e dell’accoglienza indegna che non è riuscita in alcuni casi nemmeno a procurargli un paio di scarpe. Ma essendo sostanzialmente lo smistamento una operazione poliziesca la prima preoccupazione non è sincerarsi dei bisogni dei migranti e dei loro progetti di vita quanto identificarli e prenderne le impronte digitali. [...]

Riteniamo sia indegno e pericoloso ospitare i migranti all’interno dei capannoni della ex tubimar, indegno perché nei capannoni ci stanno le merci e non le persone, pericoloso perché troppo spesso queste ipotesi si trasformano in strutture detentive. Crediamo che la città debba munirsi di strutture dignitose rivolte all’accoglienza, in cui i migranti possano accedere o andarsene in totale libertà, nelle quali vi sia la possibilità di proseguire il proprio progetto di vita e si possa essere aiutati nella scelta migliore. In città ci sono numerose scuole ed edifici vuoti che potrebbero essere facilmente utilizzati a tali fini. Ma appunto sono le finalità che si devono chiarire bene, la parola accoglienza non è sinonimo di identificazione e segregazione ma al contrario di apertura e speranza. 
Le persone non si smistano, si accolgono.

Ambasciata dei Diritti di Ancona 

FONTE: www.meltingpot.org

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