NoiMondoTV

La webTV che parla la tua lingua

progetto cofinanziato da
Unione Europea Ministero dell'Interno
Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi
facebook
twitter
YouTube

AFRICA: LE ROTTE DEI MIGRANTI E I TRAFFICANTI DI UOMINI

28 agosto 2014
migrantilibia

Quali sono le rotte lungo le quali i migranti africani raggiungono la Libia per poi imbarcarsi? Oggi ce lo racconta il rapporto Futuri contrabbandati della Global initiative, un network di associazioni e di esperti che studiano il crimine organizzato transnazionale. Ha fatto parte del team anche l’italiana Cir onlus, che grazie al responsabile dei progetti nel Paese, Gino Barsella, ha dato il proprio contributo sulla situazione in Libia.

“I traffici di uomini esistono perché ci sono forti connivenze tra mafie e potere politico” – ha commentato Barsella in un’intervista a redattoresociale.it. Se il traffico di uomini è così florido, la responsabilità deve pesare anche sulle spalle della politica europea “e di leggi come la Bossi-Fini che permettono di arrivare in Italia solo se si ha un lavoro. Questo facilita le organizzazioni criminali, invece avremmo tutti i vantaggi a legalizzare i flussi e cercare di gestirli, invece che far arricchire i criminali”.

Cosa è emerso dal rapporto. Solo il 10-15% di chi prova a intraprendere il percorso per partire, riesce a completare questo viaggio, che può durare anche anni. Gli altri, restano impigliati nelle reti dei trafficanti, o restano senza soldi a metà della traversata.

Le rotte per raggiungere la Libia. Tre sono le vie che da terra permettono di raggiungere i porti nordafricani, libici in particolare:

La prima segue il sentiero occidentale e interessa soprattutto Mali, Senegal e Gambia. La città snodo di questa rotta è Agadez, in Niger, a più di 700 chilometri dalla capitale Niamey. È l’ultima città prima del deserto: qui si è registrato un forte aumento della presenza degli africani occidentali e si contano diverse “case di transito” definite “ghetti” nel rapporto di Global Initiative, dove possono vivere fino a 500 migranti per volta. Da Agadez, pagando qualche centinaio di dollari,si possono raggiungere le città interne della Libia, Ghatron (200 dollari), Murzik (250 dollari) e Sebha (300 dollari). A gestire il traffico è il gruppo etnico dei Tabu, i neri di Libia, discriminati dalla maggioranza araba (più ricca) che vive sulla costa.

La secondo rotta è il sentiero nel Sahel che s’incrocia con il corridoio centrale, imboccato da chi proviene da Nigeria, Ghana e Niger. Chi passa da qui, fa sempre tappa in Burkina Faso. A Ouagadougou, la capitale burkinabé, è molto forte la presenza della mafia nigeriana, che gestisce i traffici delle vittime di tratta. Queste, a differenza dei migranti, sono costretti ad andare in Europa contro la propria volontà.
Il Burkina Faso ha ben 3.200 chilometri di frontiere e confina con sei differenti Paesi : nonostante ciò, ha solo 300 funzionari e un personale impreparato che non è in grado di gestire il passaggio di decine di migliaia di persone al giorno. Qui il controllo della rete dei traffici è in mano soprattutto ai Bissa, il gruppo etnico dominante nell’area centro-meridionale. Chi vuole evitare il mare, con cifre tra i 6.000 e i 10.000 dollari può ottenere dai trafficanti un documento falso e un biglietto aereo. I migranti che non hanno soldi a sufficienza, possono contrarre un debito con i loro trafficanti, da saldare una volta raggiunta la destinazione, diventando così vittime di estorsione e di ricatti. A volte, per sanare immediatamente il debito, accettano anche di trasportare droga.

L’ultimo sentiero, quello orientale, è percorso dai migranti del Corno d’Africa, che arrivano soprattutto da Eritrea, Etiopia, Sudan del Sud e Darfur. Il punto di partenza per chi vuole lasciare questi paesi si chiama Omdurman: qui, al mercato cittadino si trovano i contrabbandieri che portano i migranti a Al Kufra, l’hub libico da cui posi si raggiunge Tripoli, il porto da cui si va in direzione Lampedusa. Altra tappa obbligata è l’Egitto, dove i migranti pagano i wasit (intermediari) per ottenere le informazioni e i passaggi per la Libia. Prima di prendere il mare, i migranti vengono ammassati in cittadine di campagna (come Zlitan e Zuwarrah) collegate con la costa attraverso dei bus senza sedili, in cui salgono fino a 50-60 persone per volta.

Clicca qui per visualizzare il rapporto “Futuri contrabbandati”.

FONTI:

FacebookTwitterEmail
condividi su:
Pubblicato da

Partners

Provincia PU
Comune di Fano
Caritas Diocesana
ass. Millevoci
CSV Marche
ass. MilleMondi
L'Africa Chiama
ass. NuovoOrizzonte
Apito
Comunità Montana
Logo Cremi

Iscriviti alla Newsletter