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A TU PER TU CON MADDALENA MALCANGIO

Fano 24 gennaio 2015
La puglia nel periodo dei saraceni - Cover

Dopo aver presentato il suo nuovo libro, abbiamo deciso di fare una chiacchierata “virtuale” con Maddalena Malcangio autrice di ‘La Puglia nel periodo dei saraceni. L’arabo in movimento tra classicismo e social network’ . Abbiamo avuto modo di conoscere una persona molto profonda, impegnata e interessata ai temi cari a Noi Mondo Tv: l’incontro tra popolo, la ricchezza della diversità culturale. Ecco cosa ci risponde:

Ciao Maddalena, perché non ci descrivi brevemente il tuo background e le motivazioni che ti hanno portato a voler approfondire la conoscenza della lingua e cultura araba…

Ciao mi chiamo Maddalena Malcangio, sono Laureata in Lingue e letterature straniere (Lingua araba e spagnola) presso l’Università degli Studi di Bari, sono pubblicista iscritta all’Odg Puglia, perito esperto linguistico presso la Camera di Commercio di Bari, Assessore alla Promozione turistica, all’Immigrazione e alla prevenzione di abuso di genere presso il Comune di Canosa di Puglia.

Nella mia carriera ho svolto tirocinio alcuni mesi presso la Prefettura di Bari allo sportello immigrazione, sono inoltre autrice di due pubblicazioni ‘ Numancia: un ejemplo patriótico para redescubrir’ e ‘La Puglia nel periodo dei saraceni- L’arabo in movimento tra classicismo e social network’ il mio ultimo lavoro.

Secondo te, perché è importante conoscere una lingua straniera, può aiutare nell’evitare l’insorgere di pregiudizi e stereotipi?

Lo studio della lingua araba sta progressivamente aumentando di pari passo alle offerte di lavoro che tale conoscenza offre nel mercato internazionale. Odiernamente molti italiani, giovani e meno giovani, si accostano all’apprendimento dell’idioma arabo.

‘La Puglia nel periodo dei saraceni. L’arabo in movimento tra classicismo e social network’ guiderà il lettore, attraverso un percorso semplice e chiaro, all’apprendimento delle nozioni grammaticali fondamentali per una corretta lettura e scrittura dell’idioma arabo, nonché di composizione e comprensione di brevi e comuni discorsi di uso quotidiano.

L’integrazione infatti parte dalla conoscenza. Dopo gli avvenimenti di Parigi è doveroso promuovere la costruzione di un dialogo della pace e della conoscenza reciproca quale unica via di sviluppo, di armonia e di civiltà. Nel mio lavoro cerco le corrispondenze mediterranee che accomunano la cultura italiana ed europea a quella araba, perché per una proficua e duratura convivenza credo bisogni partire proprio da ciò che ci accomuna e davvero è parecchio.  Non è il momento di rinunciare a conoscere l’altro, le sue origini, la sua lingua, la sua storia, ma è tempo di scendere in prima linea per tendere la mano a chi è disposto a camminare insieme, qualsiasi sia la sua ideologia politica, religione, razza, estrazione sociale.

Dove l’odio, il pregiudizio e la xenofobia dividono, la conoscenza, l’ascolto, la ricerca, il rispetto e la cultura possono unire. Lo studio della lingua e cultura araba contribuirà ad accorciare le distanze vigenti tra italiani e arabi, stimolando ed educando ad una pacifica convivenza e integrazione grazie all’approfondimento della storia italiana, legata in taluni ambiti, in primis storico-linguistici e per finire in quelli fisici e gastronomici, a quella araba. Il volume è frutto di una mia ricerca sperimentale condotta sul territorio pugliese a caccia di tracce arabe tra i documenti, monumenti e dialetti cittadini fino ad ottenere dei riscontri positivi e innovativi che testimoniano il connubio, esistito ed esistente, tra Puglia e Paesi arabi. Tale viaggio culturale sulla nostra terra – o ‘Terra lunga’ come per secoli è stata chiamata dai saraceni- merita di essere conosciuto e valorizzato; ciò promuoverà una maggiore difesa del patrimonio culturale locale e produrrà proficui effetti di integrazione. 

Infine, quale contributo possono fornire i mediatori, gli scrittori, i ricercatori nel cammino verso la reciproca conoscenza e nell’incontro fra culture.

Gli scrittori, i ricercatori e soprattutto i giornalisti dovrebbero fornire gli strumenti idonei per una corretta, approfondita e sincera conoscenza di chi ci vive affianco. L’incontro fra culture provoca una straordinaria contaminazione in grado di generare, senza pregiudizi o restio, una terza e nuova cultura. La conoscenza è ricchezza.

Purtroppo molto spesso i mass media anziché promuovere l’interculturalità fomentano fobie e pregiudizi ed offrono una visione parziale e a volte imprecisa delle altre culture, soprattutto dei loro usi e costumi, provocando distanza e paura.

Grazie a Maddalena per aver risposto alle nostre domande e per averci offerto interessanti spunti di riflessione.

Chi volesse ricevere altre informazioni sull’autrice o sul libro, può contattarla alla seguente email: librimalcangio@libero.it

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