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A ROSARNO? NULLA E’ CAMBIATO…

19 agosto 2014
rosarno

Nonostante la rivolta del gennaio 2010 ed alcuni sporadici interventi, a Rosarno “tutto è rimasto come prima”: lo denuncia nella sua tesi di laurea in Scienze Politiche, discussa lo scorso luglio all’Università di Bologna, Francesca Onorato, 25 anni, che lo scorso anno ha vissuto due settimane nella Piana di Rosarno, confrontandosi con le associazioni, il Comune, gli operatori del distretto agricolo, gli immigrati regolari e quelli “invisibili” ed ha messo a punto la propria tesi. Titolo: “Tre anni dopo nulla è cambiato: Rosarno dopo la rivolta dei braccianti”.

L’analisi. Dalla tesi di Francesca emerge che le condizioni di lavoro dei braccianti sono soggette al caporalato: migliaia di persone straniere si recano quotidianamente sulla statale 118 dove vengono selezionate a giornata dai caporali e portate a lavorare nei campi. Qui lavorano finché c’è luce e con qualsiasi condizione atmosferica, mangiando, se sono fortunate, con un panino o con quello che raccolgono. Il tutto per guadagnare circa 35 euro al giorno, di cui 10 sono del caporale. Il giorno dopo di nuovo in fila sperando di essere selezionate ancora.

Anche le condizioni di vita sono precarie: spesso gli immigrati, a meno che non siano nel Centro di accoglienza, sono costretti a vivere stipati nella tendopoli allestita anni fa dalla Protezione Civile; spesso mancano i servizi essenziali come acqua calda, gas, elettricità e molte volte, per chi vive nei casolari sparsi per i campi, mancano addirittura i tetti.

La tesi. E allora perchè, se nulla è cambiato, non ci sono più state rivendicazioni da parte degli immigrati? Quello che Francesca sostiene è che in buona sostanza la rivolta dei braccianti del 2010 non è stato tanto il frutto di una consapevole rivendicazione dei propri diritti, quanto piuttosto un’azione mossa dall’esasperazione e dalla frustrazione accumulata per le condizioni di vita legate ad un sistema produttivo inasprito dalla globalizzazione e dalla crisi economica.

FONTE: redattoresociale.it 

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